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Venerdì a Vignole Borbera
IO PARTO PER LA MERICA
Scritto da Novionline   
mercoledì 03 febbraio 2010
 

merica.jpgIl fenomeno dell'emigrazione rappresenta un capitolo centrale nella storia dell'Italia post-unitaria, un imponente movimento di donne e di uomini che da tutte le regioni della nostra nazione si volsero verso le terre d'oltralpe o le più lontane mete al di là degli oceani, in cerca di lavoro e di nuove possibilità di vita per sé e per le proprie famiglie. Nonostante l'emigrazione dall'area dell'alessandrino sia stata al centro di alcuni importanti studi spesso dedicati a singoli Comuni o a singole vallate, il fenomeno resta ancora da indagare come meriterebbe: basti pensare che tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento un alessandrino su cinque fu costretto ad emigrare per comprendere l'incidenza del fenomeno sull'intera storia della provincia.
Un fenomeno antico dunque, che continua però a riverberarsi sulla contemporaneità. Sono infatti più di 18.000 gli alessandrini iscritti all'Aire, il Registro degli Italiani residenti all'estero: sono l'ultimo nucleo dei 250.000 alessandrini che emigrarono o i loro discendenti, che mantengono intensi rapporti con la loro terra d'origine.
L'esigenza di approfondirne la conoscenza e di renderne note le caratteristiche attraverso una comunicazione al tempo stesso divulgativa e rigorosa ha portato alla realizzazione di una mostra che intende essere uno strumento propedeutico ad una più ampia ricerca che la Provincia di Alessandria in collaborazione con l'Associazione culturale "Musa" intende realizzare sul territorio alessandrino.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Regione Piemonte, si articola su due livelli narrativi paralleli: accanto ai risultati di una ricerca statistica sull'emigrazione storica e sulle caratteristiche sociobiografiche degli iscritti all'Aire, trovano posto nei pannelli una serie di testimonianze raccolte dalla viva voce di emigranti o di loro parenti e un originale repertorio di fotografie d'epoca messo spesso a disposizione dalle stesse persone intervistate nel corso della ricerca.
Attraverso il dato numerico la mostra restituisce la dimensione del fenomeno e le sue varie articolazioni, mentre le testimonianze orali e le immagini fotografiche ci portano all'interno di una storia complessa e di vicende individuali e collettive assai suggestive; una storia che incise in maniera determinante sulla vita, gli usi e la mentalità delle comunità contadine da cui proveniva la parte più consistente del flusso migratorio, ma che ebbe anche ripercussioni significative sulla storia e sullo sviluppo delle nostre città e dei luoghi scelti come meta d'arrivo dai nostri emigranti.
La mostra verrà inaugurata venerdì 5 febbraio alle ore 21 a Vignole Borbera, Presso l'Edificio polifunzionale di via Roma: A tagliare il nastro dell'esposizione saranno Angela Teresa Migliasso, Assessore al Welfare, Lavoro, Emigrazione della Regione Piemonte, Maria Grazia Morando, Assessore ai Servizi Sociali della provincia di Alessandria, e Giuseppe Teti, Sindaco di Vignole Borbera.
La serata sarà conclusa e completata da uno spettacolo di musica e canti dell'emigrazione intitolato anch'esso Io parto per la Merica e interpretato da Stefano Valla, piffero e voce, e Daniele Scurati, fisarmonica e voce. L'ingresso è libero.

 

Il Presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi e l'Assessore alle Politiche Sociali Maria Grazia Morando hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"La Provincia di Alessandria è da anni estremamente attenta ai problemi dei nostri connazionali residenti all'estero e ai temi dell'emigrazione. Basterà ricordare che due anni orsono proprio la Provincia di Alessandria ha ospitato l'incontro periodico dei Piemontesi nel Mondo, e le numerose iniziative che da quell'occasione sono scaturite, o ancora il vasto tessuto di rapporti economici e commerciali che grazie anche al contributo degli alessandrini residenti all'estero abbiamo intrecciato con molte Nazioni europee ed extraeuropee.
Il nostro lavoro prosegue con questa mostra che inizia a colmare un vuoto di conoscenze storiche ma anche politiche: per la prima volta ci troviamo infatti di fronte alle cifre complessive del grande esodo che interessò centinaia di migliaia di alessandrini tra ottocento e Novecento. Sono numeri impressionanti che, da soli, impongono a tutti di riflettere sia sul nostro passato che sul nostro presente, caratterizzato dal fenomeno contrario, quello dell'immigrazione extracomunitaria nelle nostre città.
Con questo lavoro vogliamo rendere omaggio a tutti i nostri connazionali che hanno dovuto intraprendere la via dell'emigrazione, per ricordarne i sacrifici e la forza di volontà.
Ma questa mostra ha anche un altro valore: ci auguriamo infatti che essa possa essere utile a tutti noi per non dimenticare mai di essere stati, sino a non pochi anni fa, un popolo di emigranti".

 

Lo spettacolo Io parto per la Merica

Stefano Valla e Daniele Scurati propongono un collage di canti e musiche tradizionali dell'area delle Quattro Province (quel territorio in cui la Provincia di Alessandria confina con quelle di Genova, Pavia e Piacenza) legate al tema dell'emigrazione, con la presenza di testimoni dell'esperienza migratoria che porteranno il loro contributo di ricordi e di esperienze.
Il repertorio del "piffero delle Quattro Province", un antico oboe popolare che presenta caratteristiche organologiche ed esecutive del tutto peculiari, incontra i canti che hanno scandito l'epopea dell'emigrazione transoceanica. Il piffero viaggiava sui bastimenti per portare le sue sonorità identificanti anche all'interno della nuova vita che attendeva oltreoceano i montanari emigranti.
Il duo Stefano Valla (piffero) e Daniele Scurati (fisarmonica), è assai noto anche in ambito internazionale per il lavoro di ricerca musicologica e di riproposizione: sono tra gli ultimi e prestigiosi interpreti di un antico repertorio giunto fino a noi, per trasmissione orale, senza interruzione.


   
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Visualizza 3 di 3 commenti

Postato da Etype, il 16-02-2010 22:48.

1. Piccola aggiunta.

Solitamente i migranti italiani verso il sud America sono, ovviamente a differenza di questa iniziativa, spesso poco o nulla ricordati, sebbene gli italo-argentini e gli italo-brasiliani siano circa 50 milioni, grosso modo divisi in parti uguali, mentre gli italo-americani siano numericamente molto meno, 18 milioni.
 

Postato da sandraa, il 07-02-2010 15:54.

2. Grazie!

Sí Etype, 250.000 sono proprio tanti. Forse un’altra causa dell’emigrazione è stata pure la guerra (almeno è il caso dei miei genitori).  
Sono figlia di un novese e di un’arquatese partiti nel 1948 e che, da quanto vedi, non soltando hanno insegnato ai loro figli la loro lingua e cultura ma, e soprattutto, hanno trasmesso l’amore verso la loro patria, non in modo verbale, ma attraverso i loro gesti quotidiani facendoci, allo stesso tempo, rispettare e amare la nostra. 
Essendo molto giovani (18 e 17 anni) partirono da Genova lo stesso giorno, ma in navi diverse (uno la mattina e l’altro il pomeriggio) mio padre dalla nave vide mia madre e disse a su fratello: Guarda, quella ragazza è di Arquata!  
Il destino volle che, nonostante abitassero a 60 km di distanza, un giorno, in mezzo all’enorme città di Buenos Aires, mia madre e suo zio incontrassero per strada mia nonna paterna e da lì capirai il resto.  
Questa è solo una storia simpatica e forse pure romantica ma ce ne sono tante altre che veramente ti spezzano il cuore.  
Sono veramente felice di sapere che i nostri non sono stati dimenticati, e la mostra lo conferma. Grazie!
 

Postato da Etype, il 06-02-2010 16:30.

3. 250.000!

250.000 cittadini sono tanti, occorre vedere se i dati si riferiscono pure all'antica provincia (quando quella di Alessandria includeva pure quella di Asti, fino al 1935 se ricordo bene) oppure all'attuale. In ogni caso sono davvero tante persone, segno che nelle nostre terre un tempo la vita era molto dura.
 

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