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Chissà come avrebbe commentato questa notizia l'autore di Bocca di Rosa, il genovese Fabrizio De André. Il fatto è che ormai nel capoluogo ligure sono molte le prostitute che accettano, in pagamento delle loro prestazioni sessuali, i buoni pasto aziendali.
I primi ad accorgersi di questa novità sono stati i commercianti del centro storico di Genova, alle prese con le tante immigrate rumene o nigeriane che sempre più numerose pagano i loro acquisti con i buoni pasto intestati a tante aziende note.
Sembra che, a fronte di un lieve sovrapprezzo, le prostitute sotto la lanterna accettino in pagamento tutti i tipi di buoni pasto: ticket restaurant in primis. Questo permette al cliente di "sfruttare" un benefit aziendale, magari saltando qualche pasto, concendendosi il gusto dell'amore proibito.
Non stupisce che tutto ciò accada a Genova, Città da sempre "nota" per la vera o supposta avarizia dei suoi abitanti. Ovviamente, infatti, questa situazione non può esere partita che dalle richieste di qualche cliente, magari con le tasche piene di ticket e vuote di soldi., o poco propenso a spenderne.
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