Angelo Marenzana è nato ad Alessandria nel 1954. Laurea in lettere e filosofia, una tessera da giornalista pubblicista in tasca dal 1994 e un impiego come funzionario dell'Agenzia delle Dogane. Da sempre impegnato nell'attività giornalistica (direttore del mensile Rivista Ossolana, dela rivista di fumetti Pucianiga, collaboratore di testate locali e nazionali) e nell'organizzazione di eventi e rassegne cinematografiche, fotografiche e letterarie.
Ha indossato anche i panni di assessore alla cultura della Provincia del Verbano Cusio Ossola (legando il suo nome alla Fabbrica di Carta, fiera del libro ormai giunta alla sua undicesima edizione). Con l'arrivo del nuovo millennio ha scelto di distaccarsi dai troppi impegni per dedicarsi con maggior determinazione alla scrittura.
Una caratteristica delle sue storie è il legame storico e sociale ben preciso. Utilizza molto lo strumento della memoria, intesa soprattutto come informazioni orali, quelle che non si trovanoin alcun libro, ma solo nelle chiacchiere ascoltate e tramandate. Così, di solito, sono nati racconti e romanzi a metà tra 'avvenimento reale e la re-interpretazione personale. Il suo ultimo romanzo è "Destinazione Avallon".
Come le è venuta in mente l'idea per questo libro?
La trama di "Destinazione Avallon" si sviluppa prendendo spunto da uno dei miei primissimi racconti pubblicati ("Affari sporchi"). Il più noto Carlo Lucarelli, dopo averlo letto, mi aveva detto che secondo li quel racconto nasconceva la voglia di un romanzo. Ho riflettuto sulle sue parole e mi sono reso conto che conteneva molti elementi di diversa natura che potevano prendere un più ampio respiro narrativo.
Di cosa parla "Destinazione Avallon"?
E' un romanzo di genere che rispecchia la logica e la struttura classica del noir. Racconta di un killer della malavita che si occupa di eliminare senza correre troppi rischi, personaggi criminali di piccolo calibro, gente che si intromette in affari più grandi di loro, gente da quattro soldi dela cui scomparsa nessuno ha da lagnarsi, men che meno gli investigatori. Nel compiere il suo ultimo lavoro però accade l'imprevisto. Il figlio della sua vittima assiste all'omicidio del genitore e diventa un testimone scomodo, e in più n bimbo che veglia il padre morto suscita l'indignazione nell'opinione pubblica. L'anonimato che ha sempre coperto il lavoro del caporale (così il killer è chiamato per il ruolo ricoperto durante il servizio di leva) rischia di svanire. Decide di fuggire in direzione di Avallon, un paesino della Borgogna francese conosciuto attraverso i racconti del nonno che ci aveva vissuto da emigrante negli anni prima della guerra,
In che periodo storico è ambientato?
L'ambientazione della storia è contemporanea, la fuga del killer è però condita dai ricordi del nonno e fa quindi i conti con il periodo storico del passato recente. Un'osservazione: l'AVallon del mio romanzo è un paese francese della Borgogna, e si scrive con due elle. Avalon con una elle sola è il paese celtico delle nebbie fantasy.
All'attivo lei ha gà undici pubblicazioni: i guadagni che gliene derivano le consentono di considerarla una vera e propria attività lavorativa?
E' difficile parlare di guadagni. Al momento con quello che si mette in tasca con la scrittura non si arriva a mangiare la pagnotta neanche la prima settimana del mese. Speriamo in tempi migliori. Per cui, seppure a malincuore, non posso ancora permettermi di considerare la scrittura la ia prima ttività professionale.
"Raccomandi" ai nostri lettori un autore della nostra provincia.
Un autore che segnalo volentieri è Giorgio Bona, uscito anche lui in questi giorni con "Chiedi alle nuvole chi sono". Oppure Danilo Arona che ha pubblicato "Santanta" e "La croce sulle labbra".
Ricordiamo a tutti i lettore che Angelo Marenzana è uno degli scrittori che parteciperà con i suoi romanzi alla mostra-mercato del libro che si terrà dal 25 luglio al 7 agosto in piazza Dellepiane, nell'ambito del Festival delle Arti
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