Si chiama Monica Guido, ha trent'anni, è novese, fa l'insegnante di lettere e prima di realizzare questo piccolo grande sogno ha dovuto adattarsi a fare molti lavori, come la cameriera e la commessa in un autogrill. La giovane professoressa ha tradotto e pubblicato il seguito del famoso libro "Mago di Oz" di L. Frank Baum.
Quello che tutti conoscono è soltanto uno dei tanti della serie: l'autore, infatti, scrisse ben quattordici romanzi sul mondo di Oz. Quello reso in italiano da Monica è il secondo della serie ed è anche l'unica traduzione italiana disponibile nel mondo dell'editoria del nostro Paese. Si intitola "Il meraviglioso paese di Oz" ed è del 1904.
Il meraviglioso mago di Oz ovvero "The Wonderful Wizard of Oz", uscito nel 1900, è un celebre romanzo per ragazzi di L. Frank Baum, illustrato da W.W. Denslow.
La prima edizione fu pubblicata da George M. Hill a Chicago. L'opera è stata poi ripubblicata innumerevoli volte, talvolta semplicemente con il titolo "The Wizard of Oz", "Il mago di Oz" e tradotta in numerose lingue.
Il successo di questo libro, il quale fu poi adattato anche per il cinema, nel celebre film del 1939 "Il mago di Oz", di Victor Fleming, con Judy Garland, diede inizio alla serie dei libri di Oz, una saga di diverse decine di romanzi per ragazzi ambientati nel mondo di Oz inventato da Baum, solo alcuni dei quali furono scritti dallo stesso autore.
Innanzitutto si presenti ai nostri lettori...
«Mi chiamo Monica Guido, ho trent'anni, sono nata a Novi Ligure e faccio l'insegnante precaria, ovvero la supplente. Mi sono laureata in lettere moderne presso l'università di Genova, inoltre ho fatto un master di regia, sempre a Genova, alla scuola Antonio Gregorini. Ma prima di approdare al mondo dell'insegnamento e a quello dell'editoria ho fatto molti altri lavori per mantenere i miei studi: ho lavorato come cameriera in una pizzeria e in un autogrill dove ho anche fatto le pulizie. Ho anche lavorato per un periodo in biblioteca all'università».
Come è nata l'idea della traduzione del libro?
«E' nata in modo del tutto casuale e anche un po' singolare: ho letto per la prima volta il "Mago di Oz" quando avevo otto anni, me lo regalò la mia mamma. Mi appassionai subito a quelle fantastiche storie e notai anche che nella bibliografia erano presenti altri titoli. Inoltre nelle note della mia edizione c'erano riferimenti a libri successivi. Ero piccola e non sapevo come recuperare questi libri, li chiesi a mia mamma, ma ovviamente neanche lei poté trovarli. Sul momento non feci caso più di tanto a questo fatto, ma qualche anno dopo capii che non erano disponibili nel nostro Paese e mi domandai come mai non fossero mai stati tradotti e pubblicati in Italia. Iniziai alcune ricerche su internet e trovai i testi in lingua originale e iniziai la mia faticosa lettura. Qualche anno fa mi venne alla mente l'idea di una possibile traduzione, ma non ne ebbi le possibilità editoriali e abbandonai il progetto».
Poi però ha ripreso in mano l'idea...
«Sì, recentemente sono venuta a sapere che da questo libro è stato tratto parzialmente il film della Disney "Ritorno ad Oz", di cui sarà presto realizzato un remake. Inoltre la storia narrata era stata anche raccontata in un cartone animato giapponese dal titolo "Nel Regno di Oz" e trasmessa negli anni Ottanta e riprodotta recentemente in una raccolta di dvd. In America hanno inoltre realizzato una breve serie tv dal titolo "Tin Man", ovvero Boscaiolo di latta, uno dei personaggi di questa meravigliosa serie di romanzi. La serie dovrebbe essere trasmessa in Italia tra un paio di anni. Per questi motivi ho iniziato a ripensare all'idea della traduzione in prospettiva di un ritorno della passione per le storie di Oz anche in Italia. Volevo fare conoscere a tutti queste vicende fantastiche. Ho così iniziato ad informarmi contattando la Siae: mi è stato detto che i diritti d'autore erano ormai scaduti e che potevo utilizzare il testo come volevo. Rimaneva, però, il problema delle illustrazioni. Sono riuscita a trovare una parente del disegnatore, John R. Neill: anche per queste i diritti erano scaduti. Era quindi possibile inserirle nel libro: il mio progetto poteva finalmente realizzarsi. Ho iniziato la traduzione, senza pensare per il momento alla pubblicazione».
Al contrario di quanto si pensi comunemente, l'opera del traduttore è fondamentale per comprendere a pieno un testo letterario straniero. Come è stato l'approccio ad uno dei capolavori della letteratura statunitense?
«Durante la resa in italiano ho cercato di mantenere il più possibile la fedeltà al testo originale: si tratta di un inglese dell'inizio del Novecento, per questo contiene alcune espressioni ormai superate che però ho voluto lasciare. Voglio precisare che non sono una traduttrice professionista: nel corso della traduzione mi sono quindi avvalsa della consulenza di altri amici più esperti e tutti mi hanno detto che si trattava di un ottimo lavoro. Speriamo che siano dello stesso parere i lettori che decideranno di acquistare il libro».
E' stato difficile entrare nel mondo dell'editoria? Ha trovato subito aperte le porte della case editrici?
«Entrare nelle case editrici tradizionali è quasi impossibile. Quello che ho scelto è un editore on demand: si tratta di una nuova formula che permette ai giovani ancora poco noti come me di pubblicare i loro lavori. Vengono stampate soltanto le copie ordinate, per questo la casa editrice non ha nulla da perdere. Il vantaggio è che in questo modo vengono pubblicati anche molti libri "spazzatura", ma fa parte del gioco. La casa editrice del mio libro si chiama "Boopen". E' già possibile ordinarlo in tutte le librerie, anche in quelle su internet, come Bol e Ibs».
Ha già in programma degli appuntamenti per presentare il libro che ha pubblicato?
«Per il momento ho due appuntamenti in calendario, ma spero che ne arrivino altri. Per prima cosa sono in contatto con la biblioteca di Novi per partecipare all'iniziativa "Nati per leggere". Il secondo è la presentazione vera e propria del libro ed è in programma presso la biblioteca di Serravalle Scrivia il 25 maggio. Ho curato personalmente la grafica per la promozione, ho fatto cartoline, segnalibri e ho anche aperto un blog dove sono presenti molti materiali su Oz e sull'autore: http://monicaguido1978.blogspot.com . Su "You Tube" è anche possibile trovare un book trailer, cioè uno spot del libro».
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