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All'età di 90 anni è mancato il novese Giuseppe Ansaldi. Ansaldi era scampato all'eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia, in Grecia, dove, dopo l'8 settembre 1943, i tedeschi uccisero migliaia di soldati italiani che decisero di non combattere dalla loro parte, dopo la firma dell'armistizio.
Ansaldi finì in mani tedesche e fu deportato in Germania, per poi finire nelle mani dei russi in Turkmenistan e poi in India prigioniero degli inglesi. A Cefalonia si salvò perché fu destinato dai tedeschi a raccogliere le armi dopo i combattimenti. Ansaldi riuscirò ad evitare la morte anche nell'affondamento delle tre navi su cui i prigionieri vennero ammassati dai nazisti, e che andarono a fondo a causa delle mine.
Ansaldi, dopo queste esperienze, è vissuto nella speranza che venisse fatta giustizia sulla strage di Cefalonia, ma dopo la morte del comandante nazista Otmar Muhlhauser, unico imputato al processo per l'eccidio, anche questa speranza svanì.
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