Il titolo, con la bella citazione di Petrarca, ci introduce all'argomento di questa settimana: la morte, un argomento non certamente estivo e leggero, ma un argomento di grandissima attualità.
Voglio iniziare con due morti eccellenti, quella di Farrah Fawcett e naturalmente quella di Michael Jackson, due morti molto diverse e due vite molto diverse, unanime il cordoglio mediatico.
Farrah Fawcett, a mio modesto parere, è stata un'attrice mediocre, ricordata per la sua partecipazione ad una serie di telefilm famosissima, Charlie's Angels, ma non di qualità eccelsa.Era una bella donna con una criniera di capelli imitatissima negli anni '80 che l'aveva portata a diventare testimonial di prodotti cosmetici, una donna non molto fortunata dal punto di vista sentimentale, perchè il compagno di sempre che voleva sposarla sul letto di morte, Ryan O'Neal, l'aveva maltrattata a lungo con clamorose scenate e rappacificazioni.
Farrah si è ammalata di tumore, come molte donne d'oggi, ha reso pubblica la propria malattia e ha condotto una battaglia che si è conclusa con la morte, qualche giorno fa, a 61 anni.
Qualche ora di grande commozione, poi anche nella morte Farrah sconta la sua vita mediocre, le ruba la scena Michael Jackson per il quale scoppia il classico fenomeno delle morti che diventano un fatto morboso destinato a rimanere alla ribalta a lungo, Michael come James Dean, Marilyn Monroe, Elvis Presley e Lady Diana.
Michael Jackson, secondo molti è stato un grande artista, personalmente, a parte l'orecchiabilità dei suoi pezzi che come tutti ho ascoltato, trovo che i grandi artisti abbiano un profilo e qualità differenti, ma è solo un'opinione personale.
Jacko ha avuto un'esistenza tutt'altro che edificante, dal processo di sbiancamento e dai numerosi interventi di chirurgia estetica per cambiare i propri tratti somatici, alle accuse di pedofilia e ai figli nati da uteri in affitto.
Ora tutto questo viene momentaneamente archiviato, per il bisogno di santificazione veramente un po' assurdo conseguente ad una morte inattesa.
Quello che fa impressione è notare che le giovani generazioni, quelle che conoscono solo i pezzi orecchiabili come Thriller, sono quelle più impressionate e più dedite ad erigere altarini a volte un po' goffi e retorici.
Dalle morti eccellenti ad una morte vicina a noi e perciò più vera e sentita, quella di Egidio Sonsino, partigiano e uomo politicamente impegnato nella sua città, Novi.
Non voglio scrivere altro su di lui, molti hanno speso parole davvero affettuose ed adatte a ricordarlo, voglio però sottolineare quanto diversa sia la reazione che circonda una persona vera che lascia un vero vuoto tra chi lo ha conosciuto, rispetto alla dipartita di figure diventate più personaggi che persone.
Lunedì ero davanti alla Pieve per l'ultimo saluto ad Egidio che ho conosciuto per le attività che come insegnante ho portato avanti con l'Anpi di Novi Ligure. Mi sono messa in disparte sotto una pianta, la chiesa era gremita, ed in silenzio per una bella oretta ho osservato il piazzale. La prima cosa che mi è venuta in mente è che situazioni simili fanno tornare Novi un paesone, un paesone con tutte le sue dinamiche, i suoi salti generazionali, i suoi dislivelli sociali, ma fondamentalmente unito attorno ad alcune figure cardine, come quella di Sonsino, rispettato da tutti, da destra a sinistra, dagli anziani ai giovani.
Infatti c'erano proprio tutti lì in un pomeriggio caldissimo, il Sindaco rieletto, la candidata non eletta ma con davvero "Novi nel cuore", i giovani del PD, ma anche esponenti del centrodestra locale e tanta gente comune, tutti lì per quell'omino dolce ma pieno di energie e di voglia di fare che se è andato troppo presto.
Voglio finire quest'articolo con i morti di Viareggio, morti che mi hanno impressionato anche più di quelli del terremoto, perchè se il terremoto è un fatto imprevedibile, qui ci sono delle responsabiltà.
Un ragazzo che passava in motorino, una bimba morta in ospedale e non ancora identificata che si è spenta senza nessuno accanto, un bimbo che ha chiuso gli occhi con i genitori ricoverati in due diversi ospedali, una famiglia dispersa che sembra stesse mangiando in cortile.
Questi, passato il primo momento, saranno dimenticati, mentre saremo ancora qui a discutere dell'autopsia di Michael Jackson.
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