La settimana scorsa ho parlato della scuola ed alcuni commenti degli utenti mi hanno suggerito di parlare di giovani, in difesa dei giovani. Da sempre per lavoro e per interessi sono vicina al mondo giovanile e ritengo quindi, se non di essere un'esperta, per lo meno di aver raccolto molti dati e molte informazioni.
In tanti anni di attività come educatrice ho visto sfilare generazioni di giovani, cambiare mode ed ho ex-alunni che sono già adulti e genitori. Il mondo è cambiato in modo veloce ed i ragazzi di oggi apparentemente sono molto diversi da quelli di vent'anni fa. Dico apparentemente perché, se di primo acchito sembra che i giovani d'oggi siano più fortunati e magari qualcuno potrebbe aggiungere più viziati, si tratta solo di una immagine superficiale che nasconde una verità più profonda. I giovani di vent'anni fa non avevano tutte le diavolerie tecnologiche di oggi, avevano forse un abbigliamento più semplice, anche se qualitativamente migliore, avevano meno in assoluto ma paradossalmente avevano di più. La società offriva loro sogni semplici e meno competitivi, le ambizioni erano circoscritte, un lavoro, una famiglia, una buona qualità della vita . Nella maggioranza dei casi questi traguardi erano alla portata, gli studi erano possibili anche per i ragazzi di famiglia non particolarmente agiata, trovare un lavoro era un'impresa possibile. Oggi la società presenta ai giovani dei modelli e degli stili di vita in cui il lusso ed il successo sono presentati come gli elementi fondamentali per raggiungere la felicità. I miti del calciatore e della velina sono naturalmente stereotipi, ma fatto sta che attraverso i media e il web i ragazzi coltivano sogni di grandezza irrealizzabili, quando poi la realtà non offre più nemmeno gli obiettivi circostanziati di vent'anni fa. Ecco perché questi "fortunati apparenti" sono per me veramente da difendere perché il mondo che li aspetta è sicuramente un mondo difficile e la felicità è un obiettivo più distante ed anche perché si ha meno consapevolezza della realtà. Malgrado queste differenze legate ai tempi, quella che resta invariata è la bellezza della gioventù con le sue caratteristiche di sempre, la freschezza, l'entusiasmo, l'ingenuità che si possono vedere negli occhi dei ragazzi di ogni tempo. Così è sempre consolante incontrare l'intelligenza e la voglia d'imparare e constatare l'impegno, la serietà con cui molti perseguono i propri obiettivi. Eppure il futuro è sempre più incerto ed i modelli sono sempre più confusi e controversi. Rendersi conto che per molti giovani Fabrizio Corona è un esempio da seguire è anche capire fino a che punto si può venire influenzati negativamente. Proprio per questo difendo i giovani e vorrei che si potesse offrire loro di meglio in tutti i sensi. Vorrei che le famiglie con figli avessero più aiuti in modo che i ragazzi fossero meno soli e più seguiti. Vorrei una scuola ricca d'offerta formativa, vorrei che i Comuni offrissero spazi d'aggregazione che rendano possibili occasioni d'incontro, sottraendo all'isolamento del web. Vorrei che i giovani potessero guardare al futuro con concretezza ma anche con speranza. Vorrei poter affermare con convizione ciò che disse Eleanor Roosevelt:Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni e vorrei che i giovani di oggi potessero coltivare sogni diversi.
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