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bUFOle e Co.
CURARSI CON L'ARGENTO? SE PROPRIO CI TENENTE...
Scritto da Claudio Casonato   
giovedì 23 aprile 2009
 

argyria.jpgL’oggetto di questo articolo è una particolare forma di dermatosi, ed è uno dei tanti motivi per cui questa rubrica esiste.

Di che cosa si tratta? Dobbiamo iniziare dalle proprietà antimicrobiche dell'argento. Questo metallo, oltre ad essere apprezzato in gioielleria, è usato per esempio nelle testine degli spazzolini da denti, appunto per ridurre la formazione di batteri. Ci sono molti altri usi medici dell'argento. Fin qui, tutto bene.
Ma se l'argento è antimicrobico, se io ne assumo una certa quantità con regolarità dovrei essere in grado di limitare le infezioni. Questo ragionamento, che ha una sua logica, è stato seguito da diverse persone. E' possibile trovare (su Internet) svariate pagine che spiegano come prepararsi in casa una soluzione di argento colloidale, oppure siti che vendono ‘integratori alimentari' pronti a base di questo metallo, con dettagliate istruzioni per l'uso.
Occorre sapere che il nostro organismo contiene naturalmente una quantità di argento, circa un milligrammo a persona. Eventuali quantità aggiuntive di metallo (comunque assunto) vengono eliminate dall'organismo attraverso le solite vie. Il metallo che non può essere eliminato viene accumulato nelle cellule, soprattutto quelle della pelle.
L'argento diventa tossico quanto raggiunge la concentrazione di 50 - 500 milligrammi per Kg di peso, ovvero da 4 a 40 grammi per una persona di 80 kg (http://www.emedicine.com/DERM/topic595.htm).
E' un quantitativo decisamente difficile da raggiungere, a meno di sgranocchiare cucchiai d'argento tutto il giorno. Però, assumendo costantemente soluzioni di argento colloidale, come suggerito da diversi siti, si riesce ad arrivare a livelli molto vicini a quelli indicati.
A questo punto possiamo iniziare ad avere un quadro generale della situazione:

- l'argento è antimicrobico

- se ne può fare in casa una soluzione colloidale

- si può comprare come ‘integratore' già pronto

- ci sono istruzioni per ‘mantenersi in salute' con l'argento

- ci sono sempre quelli che magari esagerano

- l'argento in eccesso si accumula nella pelle.

Ma l'argento colloidale per che cosa è anche usato? Qualcuno ha detto in fotografia? Risposta esatta!
Infatti, i sali di argento hanno la caratteristica di decomporsi sotto l'azione della luce, depositando argento metallico.
Ma un momento..... se io ho assunto tanto argento, che mi si è accumulato nella pelle..... non è che sono diventato una specie di lastra fotografica ambulante?
Ebbene si , questo è il rischio che si corre ad assumere alte dosi di argento colloidale. E' possibile che si arrivi ad accumulare nella pelle una tale quantità di sale d'argento da diventare ‘fotosensibili': con l'esposizione alla luce del sole, il sale si decompone, il metallo precipita, e la pelle diventa grigio-blu.
Questa colorazione cutanea è appunto detta ARGYRIA. Non è dannoso per l'organismo, semplicemente si assume un colore strano, vagamente metallico, e di difficilissima eliminazione......
Se volete saperne di più, rivolgetevi a Rosemary Jacobs (http://rosemaryjacobs.com/rose3.html), oppure a Stan Jones  (http://en.wikipedia.org/wiki/Stan_Jones_(politician)), che vivono questo problema sulla loro pelle.
Alla fine, l'importante è sempre INFORMARSI bene, valutando con attenzione le (troppe) informazioni disponibili. Considerate anche da chi arriva l'informazione: se chi vi dice che l'argento fa bene vi vuole vendere il suo preparato, forse è di parte.
Se dopo aver vagliato i pro ed i contro, deciderete che bere un bicchiere d'argento al giorno fa bene, nonostante il rischio di diventare grigi, la scelta è solo vostra.

Alla prossima.

 

Informazioni sulla tossicità dell'argento sono disponibili qui: http://www.epa.gov/iris/subst/0099.htm

 


   
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Postato da Etype, il 26-04-2009 13:11.

1. R:

Che l'articolo l'abbia letto mi pare scontato, non capisco questa vena polemica.  
 
Io, tra l'altro, non ho utilizzato né il termine assorbire, né assumere. 
Ho semplicemente ricordato, in un articolo che parla dell'utilizzo di soluzioni contenenti argento, che i metalli pesanti oltre certe quantità non sono solo tossici, ma anche letali. Ovviamente chi beve soluzioni d'argento come giustamente dici non lo assorbirà tutto, però la frazione assorbita può comunque essere eliminata solo con lo sfaldamento degli epiteli, ed è questa frazione a generare i problemi. 
 
Il bario è un discorso a parte, in quanto nelle tecniche di imaging (soprattutto del tratto gastro-intestinale) si utilizza in realtà il solfato di bario, avente una scarsissima solubilità. Quindi viene assunto e fornisce grazie al contrasto informazioni sulla pervietà dei cavi attraversati, per esempio del piccolo intestino. Tuttavia non è privo di controindicazioni, in quanto può generare (precipitanto) baritomi o dar luogo a gravi peritoniti se si riversa nella cavità delimitata dalla tonaca sierosa. 
 
Per informazioni sugli emuntori principali del nostro organismo, vale a dire renale e biliare-fecale, basta consultare un qualsiasi testo di fisiologia umana, a cui si può affiancare eventualmente un manuale di tossicologia medica per i dubbi sui metalli pesanti.
 

Postato da coccos, il 25-04-2009 14:08.

2. Dimenticavo....

Considera anche la differenza tra 'assumere' ed 'assorbire'. 
Io posso 'assumere' 1 kg di bario per fare una radiografia, che viene poi eliminato attraverso le solite vie (non farmi dire come....). 
Quanto di questo bario viene 'assorbito' dall'organismo, onestamente non lo so. 
 
Stesso concetto per l'argento. Non tutto quelloo che si beve viene assorbito dall'organismo. 
 
Caro Etype, forse il mio articolo è superficiale, sicuramente io non sono stato chiarissimo, ma tu sei sicuro di averlo letto? 
 
Ciao
 

Postato da coccos, il 24-04-2009 15:05.

3. Caro Etype

L'articolo è dedicato ad un fenomeno curioso che è legato all'argento e non ad altri metalli. 
Che tutti i metalli pesanti siano tossici lo so, e non pensavo di doverlo dire in questo articolo. Dovrebbe essere noto, e comunque non è (strettamente) pertinente al fenomeno in questione, anche perchè non mi risultano siti che suggeriscono di assumere piombo o cromo per scopi medicinali..... 
 
Relativamente all'eliminazione naturale, in effetti l'articolo non è chiarissimo. Il nostro organismo (a quanto mi risulta, se hai dei dati diversi ti prego di comunicarmeli) è in grado di eliminare quasi qualsiasi sostanza.  
Il problema è QUANTA di questa sostanza riesce ad eliminare. Per i metalli, specie quelli pesanti,la capacità di eliminazione è molto bassa (ma non nulla), quindi l'accumulo diventa importante.  
 
E per finire, si, argyria è il termine inglese, non quello italiano... perdono!!!!
 

Postato da Etype, il 23-04-2009 12:22.

4. Articolo troppo superficiale.

Innanzitutto occorre dire chiaramente che tutti i metalli pesanti sono tossici per l'uomo. L'argento non fa eccezione, un accumulo massiccio di tale elemento può portare alla morte dell'individuo. 
 

Citazione
"Eventuali quantità aggiuntive di metallo (comunque assunto) vengono eliminate dall'organismo attraverso le solite vie."
 
 
Evidentemente chi scrive non sa che i metalli pesanti non sono eliminati dalle "solite vie" dell'organismo. Si accumulano proprio perchè vengono eliminati solo in minima parte con lo sfaldamento delle cellule epiteliali. Questo è il medesimo motivo per il quale chi si sottopone spesso a trasfusioni di sangue deve assumere anche sostanze che eliminino il ferro dall'organismo, proprio per evitare che questo si accumuli a concentrazioni tossiche. 
 
In ogni caso, la colorazione blu grigiastra della cute in italiano è chiamata "argiria", "argyria" è il termine che utilizzano gli anglosassoni.
 

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