Angelo e Giampiero sono due pendolari della linea Genova-Novi Ligure. Ci hanno inviato un bel racconto di una giornata di viaggio, il 29 gennaio 2010, che pubblichiamo volentieri.
29 Gennaio, Angelo, passeggero a Genova Brignole
Trenitalia non finisce di stupire: dopo 18 anni quasi ininterrotti di pendolarismo tra Novi Ligure e Genova Brignole dovrei essere abituato a ogni tipo di ritardo, rottura, disservizio, eppure ogni volta si materializza un nuovo lampo di genio, una nuova invenzione delle "ferrovie" che mi lascia sorpreso e affascinato. Questa, in particolare, merita di essere condivisa con una (spero) precisa cronistoria.
Ma veniamo ai fatti: 29 Gennaio 2010, sono le 18.20 e, come d'uso, mi accingo a salire sul regionale 11204 in partenza da Brignole per Alessandria alle 18.29; è Venerdì e il tabellone luminoso che non riporta ritardi o soppressioni induce all'ottimismo. Salgo le scale e mi accorgo con disappunto che il treno non c'è, ahia...dopo pochi minuti di attesa la solita voce registrata informa che è "in arrivo" sul binario 12, seconda nota stonata perchè il convoglio viene creato in loco e in condizioni normali non "arriva", ma è già al suo posto.
E così eccoci al 12, quando il "materiale" si ferma al nostro cospetto: saliamo e ci accomodiamo. Certo, è buio e freddo, ma perlomeno è possibile sedersi. Alle 18.34, dopo il canonico "...partirà con 10 minuti di ritardo, ci scusiamo per il disagio", si và. Miracolo, forse non dovremo fare notte! Purtroppo, dopo 400 metri ci fermiamo e iniziamo la lenta retromarcia per rientrare in stazione. Il problema è che una volta fermi ci accorgiamo di essere oltre il binario 12, in quelli che sono i binari "di servizio". Smadonnando perchè nessuno ha avvertito della manovra si scende sulle traversine e si raggiunge nuovamente la pensilina in cui sono rimasti, orfani, due vagoni, gli ultimi. Chiedo spiegazione al capotreno il quale mi informa che "hanno deciso di toglierne uno, il terzo (ma perchè il terzo? mah...). Ora lo ricompongono e poi partiamo". Nel frattempo "...20 minuti, ci scusiamo per il disagio".
Risaliamo a bordo, 30 minuti, 40 minuti e siamo sempre fermi senza sapere il perchè, solita minestra insomma. Alle 19.10 in molti decidiamo che è abbastanza e raggiungiamo il 6 dove sta per partire (si spera) il regionale 2196 delle 19.17 per Milano. Alle 19.19 parte l'Alessandria che avevamo lasciato da poco, i Santi ovviamente vengono giù come le mosche. Ma non è finita, perchè UN MINUTO DOPO il nuovo capotreno sale e comunica che "non partiamo per un guasto, vi conviene prendere il 19.35". Ovviamente noi novesi insorgiamo facendo notare che siamo scesi in massa dal regionale appena partito, che il 2194 delle 19.35 non ferma a Novi Ligure e che, magari, sarebbe stato il caso di scomodare una voce "umana" per un annuncio, una spiegazione, un chiarimento, cosa logica in un mondo civile, inammissibile nel fatato paese delle ferrovie. Lui allora telefona a qualcuno e dopo pochi secondi ci informa che l' 11204 ci avrebbe aspettato a Genova Principe...il cerchio si chude.
Morale, altro tour "per binari" nella perenne attesa di partire, non importa come, basta muoverci. Grazie al cielo si và e dopo 5 minuti approdiamo a Principe, scendiamo, poi risaliamo sul regionale che avevamo abbandonato mezz'ora prima. Qui trovo l'amico Giampiero che mi apostrofa: "Ah, allora è colpa tua se siamo ancora qui". Si ride per non piangere...Arriviamo a casa con un'ora abbondantissima di ritardo, con la consolazione che loro "si scusano per i disagio"...
A proposito, concludo con una preghiera, anzi due:
Prima preghiera: sarebbe brutto smetterla di prenderci in giro con quella vocetta preconfezionata e falsa come una moneta da tre euro che ci comunica il sentito dispiacere di Trenitalia per le nostre quotidiane disgrazie ferroviarie? Preferirei di gran lunga un essere umano che, onestamente, biascichi: "Siamo allo sfascio più completo, voi lo sapete e noi lo sappiamo, per cui niente annunci di ritardi o soppressioni, incrociate le dita e sperate prima o poi di tornare a casa, ma prima pagate il biglietto".
Seconda preghiera: in un'ora e mezza passata tra un treno e l'altro abbiamo ascoltato per circa 540 volte (una ogni 10 secondi, ho fatto i conti, non è un numero campato in aria) la ormai odiatissima musichetta dello spot di Valentina Vezzali che invita a acquistare una nota merendina. L'atleta dà lustro all' Italia da molti anni, è una donna intelligente e simpatica e non merita gli insulti che le vengono indirizzati dai pendolari esasperati. D'altra parte noi non meritiamo questa ulteriore, gratuita cattiveria (è una tortura degna dell' inquisizione spagnola, vi assicuro) da parte di Trenitalia.
29 Gennaio, Giampiero, passeggero a Genova Principe.
29 Gennaio 2010, sono le 18.20. Salito a Genova Sestri Ponente, sono sul regionale 6213 verso Genova Principe, nella speranza di arrivare in tempo a prendere il 2052 per Novi Ligure.
Si, so gia' che le probabilita' di arrivare in tempo sono molto basse: Il treno 2052 parte un minuto prima del mio arrivo, ma non si sa mai. Capita a volte che abbia ritardo, o che sia addirittura soppresso, come accaduto ieri.
Quando faccio questa mossa sono quindi cosciente che al 99% prendero' il convoglio successivo, ovvero l'11204 per Alessandria, che dovrebbe giungere a Novi alle 19:28.
Arrivo a Principe anche con un lieve ritardo, quanto basta per farmi perdere, come previsto, il treno per Torino. Tranquillamente mi dirigo verso l'atrio della stazione per leggere il tabellone degli arrivi e partenze...No, mi correggo, solo delle partenze. Qui il tabellone dei treni in arrivo non esiste.
Giunto nella grande sala alzo lo sguardo: tutto spento. I monitor delle partenze, invece, presentano una schermata di un bellissimo (ma, ahimè, inutile) blu intenso. Il sistema ha subito un guasto. Beh, certo, stà piovigginando e immagino che le "avverse condizioni meteo" abbiano mandato in tilt il sistema.
I monitor pubblicitari? No, quelli funzionano regolarmente, e mi propinano ogni 10 secondi a ciclo continuo il volto ormai familiare della valorosa Valentina Vezzali.
Sono le 18:30, dopo il "reset" sul tabellone iniziano a comparire lettere e numeri: L'11204 per Alessandria e' dato con un ritardo di 5 minuti, poco male dunque.
Attendo sul binario 11 l'arrivo del treno, tenendo comunque d'occhio il grande tabellone nell'atrio, che ogni 3-4 minuti si cancella totalmente e si resetta. Alle 18:45, il ritardo aumenta a 10 minuti. Ok, fra un minuto arriva mi dico.
Passano altri 5 minuti, e il ritardo si adegua di conseguenza.
Allarmato, corro in biglietteria per cercare di fare il biglietto di cambio servizio e prendere cosi' l'IC 514, ma la coda e' troppo lunga, non faccio in tempo.
Sono adesso le 19:15: leggermente alterato vado all'ufficio informazioni a chiedere qual' è l'effettivo ritardo dell'11204 per Alessandria, visto che sono convinto, a ragione come vedremo, che il tabellone (che ora funziona, ha smesso di piovere infatti...) sia completamente inattendibile. Pongo dunque il quesito all'impiegata dell'ufficio, la quale guarda prima l'orario, poi si volta verso un altro monitor e finalmente mi propina la sentenza: "è' dato in partenza da Brignole con 55 minuti di ritardo" ( ovvero dovrebbe arrivare a Principe alle 19:32.)
La domanda successiva sorge spontanea: "Scusi, ma perche' sul tabellone c'e' scritto 35 minuti quando sapete che invece sono 55? Se aveste messo subito 55 sarei andato prima a fare il cambio servizio per prendere l'IC!"
La signora farnetica qualcosa riguardo l'ufficio movimento e mi consiglia di prendere il treno 2196 delle 19:25 per Milano, che ferma a Novi.
Ho tempo, le chiedo un foglio per i reclami e inizio a compilarlo. Chissa' se avro' risposte ufficiali.
Terminato il lavoro esco e controllo sull' amico tabellone la situazione del treno per Milano...purtroppo la sentenza e' drammatica: SOPPRESSO.
Mesto, ma ormai molto più che alterato mi dirigo verso il binario 11, ad attendere il 11204 che, incredibile, alle 19:32 (in puntuale ritardo, diciamo) arriva!!!
Salgo nella prima carrozza, quella di prima classe, con il biglietto affisso alle porte interne che ribadisce PRIMA CLASSE... poco male, so benissimo, orario docet, che il convoglio è esclusivamente composto da carrozze di seconda, e mi chiedo: "Ma perchè tutte le sere questa pantomima?" Ennesima domanda senza risposta in una giornaliera fiera dell'assurdo...
Mi siedo nelle vicinanze del capotreno, che nel frattempo sta discutendo ad alta voce al cellulare. Terminata la telefonata ci annuncia l'ultimo colpo di teatro:
"Scusate tanto, ma stiamo fermi 10-15 minuti perche' dobbiamo aspettare alcuni passeggeri da Brignole che hanno perso questo treno. Abbiate pazienza......
Ho molta pazienza. Dopo un quarto d'ora sale altra gente. Un' altro passeggero, anch'egli dotato di molta pazienza, si siede di fronte a me:
"Ciao Angelo, come ti è andata stasera?"
Insieme, discutendo anche un po' con il capotreno delle condizioni di sfascio in cui sono le ferrovie, giungiamo a Novi alle 20:45, con 1h e 17 minuti di ritardo.
Per terminare, credo sia legittimo richiedere spiegazioni ufficiali da parte del gruppo Trenitalia, e sapere se ritiene che un tale servizio sia accettabile, anche se in verità non mi aspetto molto da un'azienda il cui AD (per burla, of course...) invita i passeggeri a munirsi di bibite e panini per superare i disagi del viaggio.
Richiedo anche spiegazioni sul perchè il giorno precedente , 28 Gennaio, il 2052 per Torino, una volta giunto a Genova Principe sia stato SOPPRESSO e i passeggeri dirottati verso l'11204 per Alessandria. Quelli diretti ad Asti e Torino, presumibilmente saranno stati costretti a pagare il supplemento per prendere l'Intercity, ovvero a spendere denaro per giungere a destinazione in ritardo.
Faccio notare infine, al di la' dei ritardi e delle soppressioni, alcune trovate di Trenitalia per rendere la vita difficile ai propri clienti:
- I ritardi, dati falsamente a incrementi di 5 minuti (5 minuti sempre e comunque "già acquisiti") impediscono di fatto al viaggiatore di pianificare un percorso alternativo.
- I bigiletti di cambio servizio per prendere l'IC sono a validita' giornaliera. Non si puo' insomma tenerne uno nel portafoglio e utilizzarlo quando serve.
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