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venerdì 10 settembre 2010
 
 
Caso Albano, la replica di Giampiero Carbone
SUL SINDACO DI GAVI SI RACCONTANO I FATTI
Scritto da Giampiero Carbone   
giovedì 04 marzo 2010
 

Nella replica alla cartolina di Novionline di domenica scorsa al Sindaco Albano,  Francesco Giannattasio ha accusato Novionline e il Novese di "screditare" la suddetta. Ospitiamo la replica di Giampiero Carbone, gionalista de "Il Novese".

Essendo l’autore degli articoli su Gavi pubblicati da un anno a questa parte dal Novese, mi sento per forza di cose tirato in ballo dai due interventi dei signori Osvaldo Repetti e Francesco Giannattasio, per questo ho deciso di chiarire alcuni punti.
Entrambi commettono un errore: identificano la linea del sottoscritto nei confronti del sindaco di Gavi Nicoletta Albano con quella del Pd. Errato: il sottoscritto, quando è stato chiamato dal direttore del Novese Elio Defrani a collaborare con questa testata, ha avuto totale libertà sulla linea da seguire nello scrivere i proprio articoli.
Per questo quando è servito (e quando servirà), ho criticato la posizione (praticamente inesistente) del Pd della Vallemme sui problemi di Gavi e della valle, che sono tanti.
Repetti e Giannattasio avrebbero dovuto leggere il Novese da un anno a questa parte e non solo dopo che la Albano è entrata nel centrosinistra: si sarebbero accorti che, in maniera coerente, non è cambiato nulla.
Oggi come allora si racconta quello che succede a Gavi e le “opere” del primo cittadino, che magari a qualcuno, dall’8 febbraio (giorni dell’annuncio dell’ingresso della Albano nell’Udc) a questa parte, farebbe più comodo non vedere.
Sarebbe stata una grave scorrettezza nei confronti dei nostri lettori cambiare linea da una settimana all’altra in base agli umori elettorali della Albano, che solo qualche tempo prima era in procinto di entrare nel centrodestra in vista delle regionali.
Riferendomi in particolare a quanto scrive il signor Giannattasio, il quale sostiene che sul Novese si voglia “screditare la Albano, confondere gli elettori e contribuire a far perdere le elezioni regionali”, ricordo che il sottoscritto racconta precisi fatti che accadono a Gavi in quanto tali: non mi sarei mai potuto inventare che si usano i soldi dei gaviesi per cercare di intralciare l’attività di una farmacia per la quale la famiglia del sindaco aveva non poco interesse, che il Comune ha venduto un piazza, che il primo cittadino e l’ex segretario comunale sono stati condannati in primo grado per falso in atto pubblico, che per due anni il cosiddetto presidente della bottega del vino ha percepito dei soldi dal Comune senza aver mai riunito il consiglio di amministrazione ecc, ecc.
Senza contare il comportamento dell’amministrazione comunale nei confronti dell’opposizione, alla quale vengono continuamente negati i documenti e i consigli comunali (a proposito di “democrazia”).
Meglio del sottoscritto ha fatto il giudice che ha condannato la Albano, riassumendo il suo comportamento con la frase citata nella cartolina di Andrea Vignoli. Da esponenti politici di lungo corso, Repetti e Giannattasio hanno qualcosa da dire nel merito di questi fatti avvenuti a Gavi nell’ultimo anno, compresa la mancata comunicazione al consiglio comunale della suddetta condanna, oppure no?

  

Giampiero Carbone

   
   
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Postato da Elianto, il 04-03-2010 17:46.

1. Un Giornalista

:) Giampiero Carbone, Giornalista (la maiuscola è voluta!).
 

Postato da devil, il 04-03-2010 11:31.

2. POLITICI DI LUNGO PER CORSO !!!!!

Caro Carbone,l'opportunismo insegna che quello che ieri era di DX ora e' diventato RAPANELLO e fa il gioco delle tre carte. 
Sta tranquillo, i politici di lungo per-corso ,non diranno alcunche' di  
coerente ,perche' questa virtu' non ha sede nel trasformismo politico;mira- 
to a vendere alla Bresso un risultato non acquisito e ne' certo; per un 
partito nato per dare rifugio temporaneo ai cercatori di GLORIA senza MERITO! 
Pensa, seminano l'illusione che lo 0.000000000000000001% fara' la differenza 
per l'esito delle votazioni regionali. 
Noi,ormai siamo vaccinati e le promesse fatte dal lupo travestito da pecora 
non ingannano piu' capuccetto rosso .Il cittadino e' diventato cacciatore e il lupo lo sa!
 

Postato da romualdo, il 04-03-2010 09:53.

3. Alla Albano, a Giannattasio e a Repetti

Il Brindisi di Girella  
di Giuseppe Giusti  
 
Dedicato al signor di Talleyrand buon'anima sua  
 
Girella (emerito  
Di molto merito),  
Sbrigliando a tavola  
L’umor faceto,  
Perde la bussola  
E l’alfabeto;  
 
E nel trincare  
Cantando un brindisi,  
Della sua cronaca  
Particolare  
Gli uscì di bocca  
La filastrocca.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini  
Grossi e piccini:  
Viva le maschere  
D’ogni paese;  
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.  
 
Da tutti questi  
Con mezzi onesti,  
Barcamenandomi  
Tra il vecchio e il nuovo,  
Buscai da vivere,  
Da farmi il covo.  
La gente ferma,  
 
Piena di scrupoli,  
Non sa coll’anima  
Giocar di scherma;  
Non ha pietanza  
Dalla Finanza.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini;  
Viva i quattrini!  
Viva le maschere  
D’ogni paese,  
Le imposizioni e l’ultimo del mese.  
 
Io, nelle scosse  
Delle sommosse,  
Tenni, per ancora  
D’ogni burrasca,  
Da dieci o dodici  
Coccarde in tasca.  
Se cadde il Prete,  
 
Io feci l’ateo,  
Rubando lampade,  
Cristi e pianete,  
Case e poderi  
Di monasteri.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini,  
E Giacobini;  
Viva le maschere  
D’ogni paese,  
Loreto e la Repubblica francese.  
 
Se poi la coda  
Tornò di moda,  
Ligio al Pontefice  
E al mio Sovrano,  
Alzai patiboli  
Da buon cristiano.  
La roba presa  
Non fece ostacolo;  
Ché col difendere  
Corona e Chiesa,  
Non resi mai  
Quel che rubai.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini,  
E birichini;  
Briganti e maschere  
D’ogni paese,  
Chi processò, chi prese e chi non rese.  
 
Quando ho stampato,  
Ho celebrato  
E troni e popoli,  
E paci e guerre;  
Luigi, l’Albero,  
Pitt, Robespierre,  
Napoleone,  
Pio sesto e settimo,  
Murat, Fra Diavolo,  
Il Re Nasone,  
Mosca e Marengo;  
E me ne tengo.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini,  
E Ghibellini,  
E Guelfi, e maschere  
D’ogni paese;  
Evviva chi salì, viva chi scese.  
 
Quando tornò  
Lo statu quo,  
Feci baldorie;  
Staccai cavalli,  
Mutai le statue  
Sui piedistalli.  
E adagio adagio  
Tra l’onde e i vortici,  
Su queste tavole  
Del gran naufragio,  
Gridando evviva  
Chiappai la riva.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini;  
Viva gl’inchini,  
Viva le maschere  
D’ogni paese,  
Viva il gergo d’allora e chi l’intese.  
 
Quando volea  
(Che bell’idea!)  
Uscito il secolo  
Fuor de’ minori,  
Levar l’incomodo  
Ai suoi tutori,  
Fruttò il carbone,  
Saputo vendere,  
Al cor di Cesare  
D’un mio padrone  
Titol di Re,  
E il nastro a me.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini  
E pasticcini;  
Viva le maschere  
D’ogni paese,  
La candela di sego e chi l’accese.  
 
Dal trenta in poi,  
A dirla a voi,  
Alzo alle nuvole  
Le tre giornate,  
Lodo di Modena  
Le spacconate;  
Leggo giornali  
Di tutti i generi;  
Piango l’Italia  
Coi liberali;  
E se mi torna,  
Ne dico corna.  
 
Viva Arlecchini  
E burattini,  
E il Re Chiappini;  
Viva le maschere  
D’ogni paese,  
La Carta, i tre colori e il crimen laes
 

Postato da plinsky, il 04-03-2010 08:59.

4. vergogna

non c'è differenza con chi applaude la 'ndrangheta in senato
 

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