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mercoledì 19 giugno 2013
 
 
Terzo Valico
COCIV: "POCHI MARGINI PER MODIFICARE IL PROGETTO"
Scritto da Irene Navaro   
giovedì 26 luglio 2012
 

terzo_progetto.jpgHa "torto" chi è assente e ieri, all'incontro organizzato dal comune di Serravalle con Cociv per dare risposte ai cittadini espropriati, e non solo, era assente soprattutto Rfi, committente per conto dello Stato del progetto Terzo Valico dei Giovi. Lo ha detto il vicesindaco Antonino Bailo e lo ha ribadito il consigliere provinciale e assessore comunale Pasquale Vecchi che si è detto pronto a "bloccare il traffico ferroviario se Rfi non "ci starà a sentire". A mettere in discussione il progetto del Terzo Valico non sono solo i No Tav, che hanno bloccato nelle settimane scorse la procedura di esproprio. Ma anche chi il progetto lo vorrebbe, più o meno timidamente, o lo vorrebbe con qualche modifica.
"Gli accordi sul progetto - hanno detto i tecnici Cociv presenti all'incontro - si perdono nella notte dei tempi. Se ne parla dal 1992. A noi è stato chiesto di realizzare un'opera sulla base di un progetto approvato in conferenza dei servizi nel 2006, alla presenza di tutti i comuni. Se ci saranno richieste che non implicheranno varianti cercheremo di farle, ma non possiamo fare variazioni del progetto se non ce lo chiederanno i committenti, Rfi e Cipe". E' quindi a Roma che bisogna andare a bussare. La voglia di un progetto diverso da quello in fase di progettazione esecutiva è "esplosa tutta quando è stato fatto notare al Cociv che forse "non serve l'allargamento della Provinciale se tanto si prevede il passaggio di 26 camion al giorno in andata e 26 in ritorno". Così come "porta più disagi che benefici l'allargamento della strada Crenna". "L'unico intervento che garantirebbe una migliore vivibilità del paese, strozzato da strada e ferrovia è la circonvallazione", ha detto dal pubblico il cittadino Enrico Grosso. "Ci si doveva pensare prima", è stata in pratica la risposta di Cociv.
"Da settembre ci faremo sentire", ha promesso Bailo. Una provocazione che mette a nudo lo stato d'animo di un paese in cui per anni si parlava di Terzo valico come del ponte sullo stretto di Messina, cioè come di un'opera lontana a venire e che forse non sarebbe mai stata fatta. Invece di punto in bianco sono arrivate le lettere di esproprio che indicano, peraltro, indennità ridicole e su cui grava anche un ricorso al Tar. Ad ammettere che si dovrà probabilmente ripartire da capo con le procedure contestate dai No Tav e dai proprietari di Serravalle Scrivia è stato il responsabile del settore per Cociv, ingegnere Uncino. "Ci è stato chiesto di fermarci. Se non entreremo nei termini di 30 giorni dal primo decreto, dovranno essere rifatti. Quella è la procedura prevista per legge. Quello indicato - ha aggiunto a chi faceva notare il valore irrisorio delle indennità - è solo un'indicazione fatta sulla base del valore catastale. Poi è ovvio che si andrà a trattare". Da trattare saranno anche i valori delle eventuali opere presenti sopra e sotto i terreni: muretti, cancellate, impianti. "Noi indennizziamo, non ricostruiamo".
Non si è arrivati a parlare di acquedotto alternativo per Arquata, tranne un tentativo da parte di una arquatese, stoppato sul nascere; né tanto meno di amianto, anche se Cociv ha promesso che "nascerà un osservatorio ambientale che vigilerà su tutte le fasi" e che "saranno fatte indagini geologiche approfondite".
   
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Visualizza 4 di 4 commenti

Postato da condor, il 27-07-2012 22:09 (Ospite non Registrato)

1. tav

è cons comunali assessori presenti , dopo circa 3 mesi a forza di sollecitare almeno qualcuno si è degnato di dare qualche risposta, cons provinciale presente per il resto tutto è opinabile e soggettivo
 

Postato da Marco, il 27-07-2012 11:39 (Ospite non Registrato)

2. Non la vogliamo !

RFI non si fà vedere perchè l'AD Moretti ha detto (poi successivamente smentito) questo scempio non gli interessa non è economico. 
L'assessore Porvinciale Sig. Moro dice impensabile sospendere l'opera ma bisogna dialogare... ancora? 
Ancora un grazie al Sindaco di Arquata che protegge i cittadini e i loro soldi !
 

Postato da Apache, il 26-07-2012 14:48 (Ospite non Registrato)

3. Ma certo...

Cociv ha promesso che "nascerà un osservatorio ambientale che vigilerà su tutte le fasi" e che "saranno fatte indagini geologiche approfondite". 
Non sanno o non dicono ancora dove scavano, ma in compenso vigileranno loro su dove scaveranno. 
E chi si fida? Scommettiamo che, anzi, gli scavi saranno taumaturgici?
 

Postato da cuntrò 'd sua, il 26-07-2012 13:58 (Ospite non Registrato)

4. schifezze TAV

- progetti vecchi di 20 anni oggi urgentissimi 
- consiglieri previnciali-comunali- impresariedili 
- servi di partito che parlano di "compensazioni" ma elogiano le truffe 
- nessun cenno all'inutilità dell'opera 
- nessun contraddittorio 
- nessun politico a prendersi le proprie responsabilità 
Questa volta gli assenti hanno avuto ragione.
 

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