“Quest'opera è inutile: solo un
modo per prendere fondi pubblici e fare un piacere ai soliti noti.”
Non usa mezzi termini il segretario di Rifondazione Comunista,
Alessandro Molinari, per definire il progetto del terzo valico
ferroviario dei giovi.
Si è svolta ieri sera presso la sala
convegni del For.Al. l'assemblea pubblica indetta dai partiti della
casa della sinistra (Rifondazione, comunisti italiani e SEL) sul tema
del terzo valico ferroviario, la grande opera che dovrebbe partire a
breve (ma è dal 1992 che se parla) che dovrebbe dare vita ad una
linea ferroviaria sotterranea tra Novi Ligure e Genova, da adibire al
trasporto merci.
Ha moderato la serata il segretario dei
comunisti italiani Gianni Malfettani. Il dibattito è stato aperto
dalla relazione introduttiva di Molinari, che ha formalizzato
l'adesione dei partiti della Casa della Sinistra al movimento No-Tav
che si oppone alla costruzione dell'opera, il cui costo sarà di 7
miliardi di euro.
“Non vogliamo mettere il cappello sul
movimento” ha precisato Molinari - “ma semplicemente contaminarci
con lo stesso. Novi Ligure sarà il centro zona più danneggiato dai
lavori dell'opera e quindi crediamo sia importante cominciare ad
informare la popolazione.”
“Il nostro non è un No
senza alternative: crediamo che l'Italia abbia bisogno di grandi
investimenti, ma non questi. Ad esempio, crediamo sia più urgente
mettere mano al problema del dissesto idrogeologico della nazione.”
Nel corso della serata il Professor
Lombardi, di SEL, ha illustrato le perplessità sulla reale utilità
dell'opera, e i problemi di ordine ecologico e paesaggistico che la
stessa crerebbe sia in fase di realizzazione che ultimata.
Si sono susseguiti numerosi interventi
da parte del pubblico che ha ripempito la sala nonostante la serata
climaticamente inadatta.
Intervenuto anche il Vicesindaco di
Novi Enzo Garassino che – pur avendo espresso alcune perplessità
sull'opera - è stato contestato da alcuni presenti. Stessa sorte è
capitata al Consigliere PD Andrea Vignoli, che ha comunque potuto
concludere il suo intervento dichiarandosi molto perplesso sulle reale necessità di questa opera e preoccupato del suo impatto sulla Città e sui cittadini.
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