Sta suscitando clamori e commenti la decisione della commissione toponomastica del Comune di Alessandria di intitolare una via allo scomparso Presidente del Consiglio Bettino Craxi, e ad altri personaggi illustri della politica quali Giorgio Almirante e Nilde Iotti.
La commissione toponomastica,
presieduta da Enrico Mazzoni (PD) ha stabilito di intitolare vie
cittadine anche a Guglielmo Cavalli (socialista, segretario della
Camera del Lavoro di Alessandria), Angelo Rossa, Norberto Bobbio e
Fausto Coppi.
La decisione non è stata semplice e
sta scatenando vivaci reazioni: prima di tutte quella di Bobo Craxi,
figlio dell'ex segretario del Partito Socialista Bettino scomparso il
19 gennaio 2000 in Tunisia, dopo essere stato dichiarato, 5 anni
prima, ufficialmente latitante dalla giustizia italiana.
Bobo Craxi si è detto molto
soddisfatto della decisione del Comune di Alessandria, Città a cui
il padre era profondamente legato.
Anche la decisione di
intitolare una via a Giorgio Almirante, che fu segretario per lunghi
anni del Movimento Sociale Italiano, sta suscitando vivaci reazioni.
Federico Fornaro, Vice Segretario regionale del PD e Capogruppo PD
alla Provincia di Alessandria, ha inoltrato alla stampa un comunicato
dai toni durissimi:
"La decisione assunta ieri dai
partiti della maggioranza di centro-destra in seno alla Commissione
Toponomastica del comune di Alessandria di intitolare a Giorgio
Almirante una via della città, rappresenta uno sfregio alla memoria
della Provincia di Alessandria, medaglia d'oro al valor militare
assegnata per il suo straordinario impegno nella lotta di Liberazione
dal nazi-fascismo.
E' inaccettabile che sia stato
concesso tale onore ad un esponente del neofascismo che fu nel 1938
firmatario del Manifesto della Razza, collaborando dal 1938 al 1942
alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione e che
aderì da subito alla Repubblica Sociale Italiana ricoprendo il ruolo
di Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Popolare del governo
guidato da Benito Mussolini.
Questa intitolazione rappresenta,
prima di ogni altra considerazione, un insulto alla memoria dei 535
caduti e 75 uccisi per rappresaglia durante la Resistenza nella
provincia di Alessandria nella dura lotta per riconquistare la
libertà e la democrazia.
Non vorremo, invece, che questo
riconoscimento ad Almirante fosse un prezzo politico che il Popolo
della Libertà e la Lega siano costretti a pagare ai nuovi alleati de
"La Destra" di Storace e ai movimenti ad essa collegati, per
avere i loro voti a sostegno della candidatura a Presidente della
Regione di Roberto Cota.
Sarebbe triste che per meri
interessi di bottega, si facesse scempio della memoria e della storia
antifascista di Alessandria e dell'intero Piemonte."
Di diverso avviso
il segretario provinciale de "La Destra", Aldo Rovito:
"Alessandria intitolerà una via
ad Almirante? Sembra di sì, stando al voto espresso dalla
Commissione Toponomastica, che dobbiamo ricordare, non è una
commissione con poteri decisionali, in quanto l'ultima parola
spetta al Sindaco. Intanto, come cofirmatario col collega Bocchio
della proposta di intitolare una sede stradale a Giorgio Almirante,
voglio ringraziare pubblicamente i Gruppi Consiliari che hanno
espresso parere favorevole: La Lega Nord, AN-PdL, Forza Italia - PdL,
Prima Alessandria. Mi dispiace che gli altri gruppi, astenendosi, non
partecipando al voto o votando contro, abbiano impedito una votazione
unitaria, lasciando prevalere lo spirito di fazione su quello della
pacificazione nazionale.
Voglio qui brevemente ricordare uno
solo dei meriti politici che la Storia ha già riconosciuto a
Giorgio Almirante (tralascio pertanto di parlare di altre qualità
che pur possedeva in sommo grado: la cultura, la capacità oratoria,
l'onestà, la dirittura morale), per soffermarmi su un aspetto che
va riconosciuto a Lui come Segretario per lunghi anni del Movimento
Sociale Italiano e comunque come leader importante di quel partito
anche nei periodi in cui non ne era alla guida. Si deve infatti ad
Almirante (ed agli altri fondatori del MSI, fra tutti ad Arturo
Michelini e a Pino Romualdi) se nell'immediato dopoguerra una massa
di giovani reduci, di epurati, di ex prigionieri, di rimpatriati
dalle Colonie e dalle Terre perdute, che altrimenti avrebbero potuto
subire la pericolosa fascinazione del ricorso alla lotta armata
(anche se magari solo per autodifesa o per spirito di rivalsa), fu
indirizzata invece verso la democrazia intesa dapprima, forse,
soltanto come metodo, ma poi, progressivamente, sempre più, come
valore in sé.
Erano infatti già nati i FAR (Fasci
di Azione Rivoluzionaria) in quel 1946, e a Roma come a Milano e a
Torino avevano già compiuto alcune azioni rilevanti, anche se solo
dimostrative, ma non era difficile prevedere che, anche a fronte di
una probabile reazione violenta dello schieramento avversario (si
noti che peraltro la "Volante Rossa" agì a Milano ancora nel
1947 e nel 1948 con gli omicidi del giornalista De Agazio e del
generale Gatti: non avrebbe avuto certo bisogno di molte provocazioni
per scatenarsi ancora di più!), si sarebbero potuti riaccendere i
fuochi non ancora sopiti della guerra civile.
Ma la giovane democrazia italiana
non aveva bisogno di ciò!
L'integrazione della "generazione
che non si è arresa" (così fu definita quella massa di giovani
che, a guerra chiaramente perduta, erano accorsi a combattere sotto i vessilli della RSI solo "per
l'Onore d'Italia" contro quello che era ritenuto il "tradimento
dell'8 Settembre") nella vita democratica del Paese, è stato
senza dubbio un risultato di cui va dato merito a Giorgio Almirante.
Se è ovvio e scontato attribuire ai
Partiti rappresentati nell'Assemblea Costituente, il ruolo di
fondatori della Repubblica Italiana, non si puo' sottovalutare, dal
punto di vista appena illustrato, il contributo del Movimento Sociale
Italiano e di Giorgio Almirante quantomeno al rafforzamento e al
consolidamento delle Istituzioni Repubblicane.
Ecco perché sarebbe stata
preferibile una approvazione a più larga maggioranza, ma credo che
gli Alessandrini condivideranno queste mie considerazioni."
Intanto tace, almeno ufficialmente il Sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, anche se pare che sti rispondendo agli elettori tramite facebook.
aggiornamento ore 18.45:
Dichiarazione di Rocchino Muliere (PD)
"Considero profondamente sbagliata la decisione del centrodestra al Comune
di Alessandria di intitolare una via cittadina alla memoria di Giorgio
Almirante. Lo è per il ruolo svolto da Almirante nell’ultima fase del fascismo e
nella Repubblica sociale italiana, per le sue posizioni razziste e le scelte
concrete assunte contro i partigiani che combattevano tedeschi e fascisti.
Legare Alessandria al nome di Almirante è un insulto alla vocazione
antifascista della città e al pesante tributo di sangue pagato durante il
fascismo e la guerra di liberazione. "
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