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La Cartolina di Novionline
CARO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Scritto da Novionline   
domenica 07 marzo 2010
 

Alla cortese attenzione di
Spett. Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
Roma

 

Caro Presidente, 

In questi giorni Lei è al centro della vicenda legata alla promulgazione, da parte del governo, del cosidetto decreto "salvaliste", resosi necessario a causa della non ammissione in Lombardia e in Lazio delle liste presentate dal centro destra.
Questa è la seconda cartolina che Le inviamo: poco più di un anno fa le scrivemmo a proposito di una sua firma non apposta su di un decreto del governo.
Ci è piaciuto molto il modo che Lei ha scelto per spiegare le motivazioni in base a cui ha firmato il decreto "interpretativo" preparato in gran fretta dal governo. Sul sito del quirinale, ha pubblicato le lettere di due cittadini. Il primo le chiedeva di operare per un rigoroso rispetto delle regole, e il secondo le chiedeva di consentire agli elettori di votare per i loro candidati.
A entrambi, al Signor Magni e alla Signora Varenna, lei ha risposto indicando così a tutti gli italiani le motivazioni di tale firma.
Resta evidente, in tutta questa vicenda, l'arroganza di una compagine di governo che non solo non è stata capace di seguire le regole - non difficili - per la presentazione delle liste, ma che anziché ammettere di aver sbagliato ha subito parlato di attacco alla democrazia.
Nel 2008, alle elezioni provinciali per il rinnovo dell'amministrazione provinciale di Trento, la lista dell'UDC non fu ammessa perche' mancava la delega firmata del segretario Cesa al segretario provinciale. Cosa successe? Semplicemente, si andò al voto senza l'UDC.
Le elezioni regionali del 2000 in Molise furono vinte dal centrosinistra e annullate dal Consiglio di Stato nel 2001 perchè un cittadino presento' ricorso e, a causa di 12 firme mancanti dalla lista dell'Udeur su 750 necessarie, si torno' alle urne.
Il popolo sovrano, la democrazia e le sue regole: questa la posta in gioco, oltre ai governi regionali, alle elezioni di fine mese. Agli elettori la sentenza.


   
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Postato da italiadisperata, il 08-03-2010 20:25.

1. Egregio Signor Presidente........

........ho riletto più volte la sua lettera presupponendo che l’abbia scritta anche a me come cittadina di questa Repubblica che i miei famigliari hanno contribuito a creare sacrificando i propri giovani non più tornati, altri giunti stremati dalla Russia, altri rimasti a fare i partigiani. 
 
Costoro mi hanno insegnato quei valori e quei tanto blasonati ideali dimenticati e denigrati da molti italiani ma soprattutto del rispetto nei confronti delle regole civili e istituzionali, quelle regole che Lei neppure cita e che come me, molti cittadini osservano scrupolosamente ogni giorno talvolta anche a denti stretti. 
 
Penso a loro, a molti di loro e mi chiedo sempre più spesso cosa penserebbero del nostro Paese ora, commuovendomi per il loro sacrificio. E’ una domanda che mi pongo sempre ogni qualvolta rimango basita dalle esternazioni dei nostri due principali schieramenti politici. Personalmente mi vergogno di come sia mutato il nostro Paese e non ne sono certo orgogliosa. 
 
Mi sforzo, mi creda, a cercare nelle sue motivazioni una ragionevole giustificazione ma mi è sempre più difficile trovarla e mi creda, ora, oltre ad essere rimasta orfana di un partito, mi sento orfana anche del mio Presidente.  
 
Si metta solo per un istante nei panni di cittadini che come me hanno dei figli da crescere e vogliono crescerli con quei principi e quei valori che Voi politici calpestate ogni giorno come spiegare ciò che sta succedendo nel nostro Paese ? 
 
Mi auguro per Lei che rispondendo a questa semplice domanda sia a posto con la sua coscienza. 
 
A me ed a altri come me rimane solo la Costituzione, è poco ma è sempre meglio di niente, perché sappiamo che queste esternazioni non le leggerà mai. 
 
Auguri Presidente.
 

Postato da Carlos, il 08-03-2010 11:17.

2. tattica: 1° confondere le idee

Ecco la prima regola per confondere le idee alle persone: dire tante cose errate, mescolarle e farle passare per vere. 
A) Bersani ed il PD non devono mettersi d'accordo con il Presidente della Repubblica in quanto quest'ultimo deve essere indipendente e imparziale; 
B) Il compito dell'opposizione non è quello di governare ma quello di controllare l'operato ed il rispetto delle regole da parte della maggioranza e questo non si può fare se si pretende di zittirla; 
C) Se una persona è un mio amico, non è detto che io debba essere sempre d'accordo con quello che dice o fa, l'importante che io lo rispetti nelle sue decisioni (anche se posso meravigliarmi). 
D)E'scorretto e tipico di Berlusconi e compagni .... di merende dire che è una porcata la pietà ed il rispetto della volontà di una persona che, tra l'altro, è stata utilizzata ai soli fini elettorali (visto che una legge non è ancora stata fatta e sinceramente non gliene frega più niente a nessuno).
 

Postato da V per Vergogna, il 08-03-2010 00:12.

3. Ipocrisia a gogò

Se io mi presento ai seggi alle 22 e 05 a votare, il mio voto sarebbe accettato? No. Questo ragionamento chiude ogni discussione. Ho capito che il PDL è il maggior partito italiano, ma in un paese dove per fare QUALUNQUE cosa non si rispettano mai in pieno le regole, sarebbe stato carino lanciare un segnale (hai sbagliato? adesso stai a casa 5 anni a fare mea culpa). Sarebbe. 
 
Detto questo, mi fa ridere il PD che lotta per la legalità. Prima di chiedere legalità agli altri, sarebbe simpatico fare pulizia al proprio interno eliminando le mele marce che a livello locale fanno i propri interessi (infischiandosene delle regole). Un pò di coerenza, please.
 

Postato da devil, il 07-03-2010 14:56.

4. ONORE, AL MIO PRESIDENTE !!!!

Sono felice di avere , un vero PRESIDENTE e un VERO COMUNISTA PENSANTE!!! 
Guai a chi ha pensato fino ad oggi che LEI , era di parte!DI PIETRO non inveisca, contro chi ha capito che :non ammettere il piu' grande partito, era un GOLPE silente e poteva creare disordini socialpolitici. 
Le elezioni si DEVONO vincere senza inganni e in campo aperto; senza approffitare di colpire alle spalle la controparte con codardia. 
La vittoria si gusta, se conquistata con idee e programmi ;mai per avvelena- 
mento del nemico caduto per ingenuita' organizzativa. 
Sig.Presidente, LEI e' rimasta l'unica persona che ci lega ad un passato one- 
sto della politica;l'Italia e la politica deve essere orgogliosa di un uomo 
che umano e' ma: colmo di virtu'. 
Lei, vede in noi cittadini se stesso e la sua presenza per noi e' una garan- 
zia settennale;in questo momento ,LEI e' il francobollo dell'onore italiano. 
Auguri di buona salute e sopporti chi non sa apprezzare la sua insostituibi- 
lita', nel cuore di noi che soccombiamo all'arroganza politica.
 

Postato da pierces, il 07-03-2010 11:42.

5. Fascistelli

Paragonare il decreto Englaro a questa porcata non è plausibile. 
Il presidente e garante delle regole che in questo caso sono state stralciate. 
ps: a giudicare da quello che si sono mangiati e quello che si stanno mangiando i compagni di merende stanno da altre parti.
 

Postato da Ghino di Tacco, il 07-03-2010 09:31.

6. PDistratti

È dal 6 Febbraio dello scorso anno che aspetto al varco Bersani, la Bonino ed i loro compagni… di merende. Napolitano quel giorno si rifiutò di firmare un decreto legge del Governo e che avrebbe impedito ad un giudice di impedire l’alimentazione ad Eluana Englaro. Quel giorno i due ed i loro compagni… di merende applaudirono il loro Presidente. Ieri però si sono meravigliati che il loro Giorgio avesse garantito la legittimità ad un altro provvedimento del Governo. Premetto che stiamo parlando di due porcate. Infatti, sia impedire di alimentare un essere umano che cambiare in corsa le regole del gioco elettorale sono robe talmente sporche che non si possono che definire in questo modo. I due ed i loco compagni… di merende, non possono però pretendere di voler governare il Paese dall’opposizione ma più ancora devono mettersi d’accordo con il loro presidente, votato da loro, appartenente alla loro area culturale e di ex comunisti. Non voglio parlare di coerenza, un sentimento che non appartiene certo a chi ogni quattro giorni cambia nome al suo partito ma invitarli a farsene, quantomeno, una ragione, quello sì.
 

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