Partirà a Serravalle Scrivia il primo esperimento di "tutor urbano" della Provincia. Si tratta di un progetto "di dissuasione psicologica per ridurre il rischio di incedenti sulle strade urbane cittadine, in particolare in zone residenziali o ad alto scorrimento", fa sapere il comandante del corpo di polizia municipale Ezio Bassani, che ha redatto il progetto, che è stato già approvato dalla giunta comunale.
In termini tecnici è un "sistema dinamico di prevenzione ed accertamento degli eccessi di velocità denominato "programma di sicurezza territoriale condivisa" attraverso il ricorso ad un sistema innovativo, prevalentemente ad impatto psicologico", una sorta di tutor autostradale, applicato però su strade urbane.
I dispositivi saranno posizionati lungo alcune vie che verranno individuate in zona Cà de Sole e in via Gambarato: una serie di funghi in plastica, tipo "birilloni", ben segnalati all'inizio della via. All'interno di uno di questi, senza indicare quale, ci sarà la telecamera autovelox. In questo modo, l'automobilista sarà indotto, almeno questo è l'obiettivo, a percorrere l'intera via a velocità moderata e consentita dai limiti. Per questo sono state individuate due zone in cui il problema del traffico e della velocità è particolarmente sentito, a Ca del Sole, zone residenziale frequentata anche da bambini, via Gambarao, zona ad alto scorrimento scorrimento.
Prima di posizionare i "funghi" la ditta fornitrice predisporrà uno studio sul traffico, monitorando per un mese quali sono le zone più sensibili e più adatte ad installare il sistema. Il fatto che il conducente non sappia esattamente dove è posizionato l'autovelox potrà evitare l'effetto che l'assessore alla sicurezza Riccardo Lera chiama "effetto elastico": "inutile nascondere che in prossimità degli autovelox si tende a diminuire la velocità per poi aumentarla subito dopo aver passato la postazione. Con il sistema del tutor urbano, invece, dovrebbe attenuarsi il fenomeno e indurre l'automobilista a percorrere l'intera via alla velocità adeguata".
L'amministrazione non lo nasconde: puntare sull'effetto psicologico deterrente è lo strumento che potrebbe consentire di raggiungere l'obiettivo della sicurezza urbana. Oltre alle postazioni (saranno otto fisse e due mobili), la ditta fornitrice, la Esse 3 di Roma, svilupperà anche una campagna informativa rivolta alla popolazione, attraverso una serie di incontri con uno psicologo del traffico. "Per portare aventi il progetto - dice Bassani - ci siamo rivolti anche agli psicologi dell'università la Cattolica di Milano che forniranno la propria consulenza, proprio perchè il nostro intento non è quello di aumentare le multe, ma al sicurezza. Quindi, aiutare la popolazione a capire il motivo per cui in auto si accelera più del dovuto ed eliminare il problema alla base è importante".
La predisposizione delle installazioni, ancorate al terreno, la fornitura del materiale, l'analisi del traffico, il monitoraggio dei risultati e gli incontri con la popolazione avranno una spesa di 11.200 euro per la fase sperimentale che inizierà entro il mese di giugno. "
Il progetto è il primo in provincia di Alessandria ma è già stato sperimentato in altre zone d'Italia con ottimi risultati - assicura Lera - dai dati che ci sono stati forniti risulta che la diminuzione della velocità dopo l'introduzione dei tutor è notevole. Gioca infatti l'effetto sorpresa di non sapere esattamente dove si trova l'autovelox, che potrà essere spostato di volta in volta".
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