Home arrow Info Handicap arrow Venerdì scorso al Museo dei campionissimi, 2007, LA STAGIONE DEI RECORD DI ROBERTO E ALESSIO
giovedì 04 dicembre 2008
 
 
Venerdì scorso al Museo dei campionissimi
2007, LA STAGIONE DEI RECORD DI ROBERTO E ALESSIO
Scritto da Andrea Vignoli   
domenica 20 gennaio 2008
 

bruzzone_novit.jpgRoberto Bruzzone dovrebbe essere un virus, per poter contagiare tutti. Quello che ci ha colpito nella serata di venerdì passata con lui e con Alessio Alfier non è stato come ha superato la disabilità, né come ha scalato il kilimagiaro. Quello che ci ha colpito è l’energia contagiosa che sprizza da questo “marcantonio” di Ovada.
Venerdì scorso, al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, si è svolta l’annunciata serata dal titolo “2007 la stagione dei record” dedicata alle imprese di Roberto Bruzzone e Alessio Alfier. Roberto è un ragazzo di Ovada che ha subito, a seguito di un incidente, l’amputazione di una gamba. Non si è perso d’animo, e ha ricominciato a fare sport insieme ad Alessio, il suo preparatore atletico. Roberto non è un uomo da piccoli passi, nonostante di gamba ne abbia una sola. Tra le sue imprese, il 780 km del cammino di Compostela, in Spagna, e l’ascesa dei 4000 metri del Gran Paradiso, in Val D’Aosta. Infine, nel settembre scorso, Roberto ed Alessio hanno scalato, in autogestione (cioè senza farsi portare tutto dai portatori) i 6000 metri della montagna più alta d’Africa, il Kilimagiaro in Tanzania. La filosofia che Roberto e Alessio ci hanno presentato venerdì è abbastanza semplice: buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo, senza fermarsi mai. Ci hanno parlato di sport, e di disabilità. L’impressione è che ciò che colpisce, di loro, non sia tanto il gesto sportivo, né il superamento dell’Handicap. E’ invece il messaggio che arriva a tutti,anche a chi non fa sport e a chi non è disabile: il limite più grosso, ci dice Roberto, è sempre nella nostra testa. Che dire d’altro? Chi non c’era – in effetti eravamo in pochini – se lo è perso. Ma ci saranno altre occasioni. Roberto ed Alessio ci hanno presentato l’impresa che stanno preparando: la traversata –ovviamente a piedi – dell’Islanda. Per saperne di più, e per seguire le loro imprese, c’è il sito   www.robydamatti.it   . E’ stato rinnovato profondamente, e sono disponibili foto, video, news anche sull’associazione Naturabile fondata da Roberto. Unica pecca del sito: non è accessibile ai disabili ai sensi delle legge stanca… ma confidiamo nell’autore.
   
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Postato da magda, il 06-08-2008 10:59.

1. ...

mi sono imbattuta in questo sito, molto bello e interessante, pieno di opportunità, di comunicazione e di crescita. E' però da qualche giorno che "devo" commentare, ho lasciato sbollire una certa amarezza ma "devo" comunicare e passati alcuni giorni spero di non essere troppo acida nello commentare... 
ma se il commmento fosse solo positivo in fondo non sarebbe sincero e spesso si mistifica ciò che collettivamente appare bello e grandioso... 
In ordine: 1. Al caro Roberto che si dice disabile ma usa spesso e sul suo sito c'è la parola matto...dovrebbe sapere che "matto" è offensivo. Forse non tanto per chi è schizofrenico, depresso, incapace di intendere e di volere quanto per i familiari e gli amici dei cosidetti per lui "matti" . 
2. Poi senza togliere al valore della "rinascita" dopo l'amputazione e il dolore passato presente, passato e futuro, lo sport che fa rischiare la vita o la logora (ora tale disabile farebbe 30m km e più con 30 kg sulle spalle al di per 30 giorni in Islanda) seppur in mano ad esperti o medici... o a ditte... dovrebbe essere regolamentato. 
Insomma IO non mi voglio sentire in un pubblico che fa ah! che bravo perchè lo dicono in molti e che guarda curioso trapezisti senza rete, esperimenti cavia, gladiatori e leoni. 
L'eroismo è altro credo: può essere alzarsi tutti i giorni , andare in uffico e lavorare con amore. Trattare bene tutti malati e no , trattare le altrui e proprie debolezze e disagi fisici ed ahimè accettarli a volte , trovare strade alternative non sempre forzando quella relativa all'handicap Perchè? Ossia credo che non sia giusto per una persona cieca farsi fare tutto dagli altri così però non ci si dovrebbe aspettare o ammirare che questo cieco cammini sui cornicioni. Non è amorevole... Escludere la nostra compassione, considerare il disabile uguale o superabile è una strategia per toglierci davanti la sofferenza dell'invalidità? 
(conosco una persona infortunata sul lavoro che potrebbe camminare ma è ancora da anni invalorosamente...sulla sedia rotelle Non ho mai visto però un padre così amorevole e presente...) 
Leggevo oggi sulla stampa in riferimento agli 11 scalatori esperti morti che per un medico(e allora?)scalatore bisogna sospendere il giudizio (in nome di quelli sospesi o occulti degli errori medici?) in quanto è insito nell'uomo il volere sfidare, andare oltre i limiti... (io non sono uomo allora che sono un pantofolaio...) 
Se non ricordo male Dante lo diceva per la conoscenza (ok potrebbe presupporre uno sforzo fisico: leonardo, grande, per questo ideava le macchine) Ma il navigare era inteso intellettualmente anche (non che non possa fare altrettanto male ma...sottilmente e freudiamente si potrebbe capire che i nostri gesti nascondano altro: bisogni di amore, conflitti infantili nelle imprese suicidarie ed eroiche, negli incidenti e nei gesti di tutti i giorni.) 
Elogio allora alle macchine, alle protesi, ai medici che curano con amore, e con psicologia.
 

Postato da dolceterrydinovi, il 21-01-2008 20:44.

2. ...

:) Il cambiamento.E' quello che ho colto dal racconto di Roberto e Alessio.Dalle loro scalate non sono tornati più forti di prima,sono tornati diversi da prima ,cambiati profondamente dal contatto profondo con i sassi,la terra la neve e l'imprevisto.Ci hanno parlato di una storia d'amore nata con la montagna.
 

Postato da Raffaele Merlo, il 21-01-2008 15:53.

3. appassionante

- interessante la filosofia di Roberto del "limite nella testa" 
- interessante il discorso di Alessio sulla "macchina Roberto" 
- appassionante vedere i filmati delle loro imprese 
 
io son capitato lì quasi per caso, lo ammetto, ma è stato esaltante. Le imprese degli uomini emozionano sempre.  
Non perdete il prossimo incontro: sportivi, appassionati di montagna, annoiati, depressi, bambini, appassionati di viaggi ecc. ecc. Ad ogni persona farà un effetto diverso, ma sarà comunque esaltante vedere quelle imprese ! grandi! :zzz
 

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