Novi Ligure. Il grado di civiltà di una città o meglio dei suoi abitanti passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Purtroppo, però, a Novi si registra una ineducazione cronica sulla strada nei confronti dei disabili. Più in particolare è mal costume assai diffuso non lasciare liberi gli spazi nei parcheggi contrassegnati dalle linee gialle destinati ai diversamente abili.
E' accaduto ancora qualche giorno fa che un giovane ha dovuto rinunciare ad accompagnare la madre in carrozzina in centro perché il posto riservato in piazza Matteotti è stato occupato per circa un'ora da un automobilista che ha lasciato la propria vettura con le quattro frecce accese come a dire "Torno subito!" ma così non è stato.
«Mi sono visto costretto- dice il ragazzo- a tornamene a casa» Sono stati chiamati telefonicamente anche i vigili urbani ai quali è stata segnalato il problema ma, purtroppo, nessun agente è arrivato per stendere la giusta contravvenzione. Accanto a questa ineducazione da Bruno Ferretti del Focus group disabili emerge un'altra questione: l'uso improprio dei contrassegni di invalidità riservati, in base alla legge n. 388, del 23 dicembre 2000, alle persone con grave difficoltà di deambulazione o non vedenti.
«Non voglio entrare nel merito - dice Ferretti- se i certificati sanitari che attestano il diritto ad ottenere detto ‘privilegio' siano o meno rilasciati per le giuste patologie, ma voglio parlare dei molti a cui diventa assai difficile resistere alla tentazione di prendere in prestito il contrassegno di un parente o amico disabile, facendone un uso improprio e illegittimo.» A Novi sono stati rilasciati 350 contrassegni per disabili. E proprio per cercare di limitare l'uso improprio di tali contrassegni da quest'anno, su indicazione del focus group, la Polizia Municipale rilascia un cartoncino con ologramma che non può essere fotocopiato o contraffatto. Ma nonostante ciò l'uso improprio di tale strumento è imperante.
«Molto spesso, - continua Ferretti- quando manca la sensibilità necessaria a capire lo sbaglio di abusare del contrassegno, manca anche la sensibilità per rispettare le esigenze di chi disabile lo è davvero. Il fatto è che si fa fatica ad associare la persona disabile con le parole autonomia-indipendenza e si continua a pensare che, comunque, il disabile è accompagnato e aiutato da qualcuno. Sarebbe, però, utile ricordare sempre che i piccoli vantaggi che permettono di superare qualche stress del traffico cittadino non sono assolutamente in grado di sostituire la libertà di potersi muovere autonomamente, senza problemi di barriere architettoniche, di accessibilità ai mezzi pubblici, ecc.». Poi Bruno Ferretti rivolge un appello al Comandante della Polizia Municipale Armando Caruso: «chiedo al Comandante un maggiore rigore nei controlli di autovetture che espongono il contrassegno di invalidità per verificarne il corretto uso ed anche l'autenticità (ho constatato che molti sono in fotocopia o difformi dagli originali). Le assicuro che i veri invalidi saranno contenti di essere fermati anche più volte durante il giorno per essere controllati; gli altri signori di cui abbiamo parlato non lo so»
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