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Intervento di Mario Chiappuzzo QUALCHE PALLINO SUL FRANCO TIRATORE |
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Scritto da DA 'IL NOVESE' del 27/9/2005
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sabato 01 ottobre 2005 |
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Caro Franco Tiratore, vorrei rispondere alla tua schioppettata su Maria Rosa Porta, intervenuta recentemente nel dibattito sul Marenco. Vado subito al sodo : dici che lei non sembra aver lasciato un segno nella discussione. Sono parole che per me suonano terribili, soprattutto se rivolte a chi, in casa dell’avversario, viene a portare un contributo e pure un certo consenso.
Recentemente proprio tu hai auspicato su questo giornale la partecipazione di tutte le forze politiche a una riflessione di fondo sul Progetto Turismo a Novi. E quando la Porta auspica la stessa cosa per il Teatro, e non sul giornale della sua famiglia, tu spari? Vuoi che i politici novesi continuino a lanciarsi frecciate criptate tra le righe dei loro settimanali per altri cent’anni di solitudine? Io credo invece che i propri avversari occorra saperseli scegliere e coltivare, quasi crescerci insieme : la terra bruciata non fa bene a nessuna Repubblica, serve solo a vincere le elezioni. Non capisco perchè, quando la Porta auspica una discussione cittadina, tu dici che arriva tardi. Quando mai è stata fatta? O forse alludevi al dibattito teatrale in corso sul Novese? Ma questa è piccola cosa, la Porta parla invece di cittadinanza e di città assopita. E ha proprio ragione : assopita. Anzi peggio, direi indifferente. Perchè tra la classe politica e i cittadini si è creato un abisso inimmaginabile, come nel resto del paese. Da quanto è che non assisti più a un Consiglio Comunale? Ma andiamo avanti. Tu condividi il timore della Porta per l’assenza di una filosofia di fondo per il recupero del teatro, ma poi le spari perchè non propone subito almeno una ideuzza. Ma sono proprio queste ideuzze saltuarie che non le bastano e che le fanno auspicare una discussione di fondo. Esempio: per il recupero del teatro municipale di Vigone (To), la fondazione creata ad hoc ha animato addirittura un convegno per la cittadinanza e ne ha pubblicato gli atti. Prima della Porta anche Maurizio Scordino e il sottoscritto hanno avuto simili timori, come anche Graziano Moro. Perchè non hai impallinato anche noi? L’articolo della Porta invece, a mio avviso, è da considerarsi un precedente importante e condivido la sua paura di perdere, nel recupero di un teatro, la “dedicazione e la costruttività come sapere”. Come possono esserti oscure queste parole? Tu pensi che l’autrice voglia parlar colto senza averne i requisiti, ma chi sei tu per giudicare il Q.I. della gente? So che il sarcasmo fa parte del tuo charme, ma questo è altro, è una brutta china che porta alla tirannia delle sentenze. Perchè non misuri il Q.I. del centro-sinistra? Sei un franco-tiratore o uno sturmtruppen di Palazzo? Se proprio vuoi schioppettare, perchè non vai a curiosare dalle parti della Fondazione Marenco? Persino Mario Lovelli le aveva suonato la sveglia la scorsa estate. Ma andiamo avanti. La Porta teme che il cinico pensiero postmoderno possa fare del Marenco un “distributore della immagine mineralizzata di se stesso”. Spiegami cosa c’è di inconsistente in questa frase. Io trovo invece la preoccupazione ben reale e valida per gran parte del paese. Ti confesso che non ti capisco. Come non capisco la tua schioppettata a Ubaldeschi, accusato di voler radere i teatri al suolo. Ma non hai letto il suo articolo di luglio scorso? Leggilo. E poi, ammesso che in passato avesse anche voluto radere al suolo il Marenco, è vietato cambiare idea? Solo i cretini non la cambiano mai. Spara su quelli, Franco Tiratore, sulle “immagini mineralizzate di se stesse”, invece di impallinare chi rischia aperture politiche. E proprio di questa apertura politica vorrei ringraziare Maria Rosa Porta, come di aver ricordato che l’assenza di teatro è l’amputazione di una parte di città. E a Novi questa amputazione c’è stata per decenni senza che al potere ci fosse il centro-destra. Ringrazio ancora Maria Rosa per aver rilanciato il mio invito ad un dibattito pubblico cittadino visto che manca da decenni. E non per colpa del centro-destra. Poi ringrazio anche Ubaldeschi per averci dato trasparenza pubblica alla evoluzione privata di un pensiero. Per finire ringrazio pure chi non ha contribuito a nessun dibattito, come la Fondazione Marenco, la ringrazio per avere strabiliato la città con la sua assenza. E infine ringrazio te, Francesco o’ Tiratore, per avermi dato la possibilità di sparare una schioppettata a un vecchio amico, sperando che qualche pallino ti abbia pur raggiunto il culo. Adriano Sofri, all’occasione della morte di Don Giussani, ricordava una micidiale frase di quest’ultimo : “Per cambiare il mondo, occorre amarlo.” Già. Ecco cosa ci mancò trent’anni fa, Francesco. E rileggendo oggi con occhi nuovi Gramsci, Pasolini e Berlinguer, mi appare chiaro come il loro discorso sia impregnato proprio di quell’amore. Ma oggi chi li legge più? |
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