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martedì 18 giugno 2013
 
 
Cociv resta fermo
TERZO VALICO, PER IL TAR GLI ESPROPRI POSSONO CONTINUARE
Scritto da Irene Navaro   
martedì 31 luglio 2012
 

no_tavv.jpgUn altro "no" che ha il sapore di un boccone amaro per il movimento No Tav. Ieri il Tar del Piemonte è tornato ad esprimersi sulla richiesta di sospensiva avanzata dai No Tav e da una trentina di proprietari. In camera di consiglio i giudici del tribunale amministrativo regionale hanno confermato la decisione di respingere l'istanza cautelare di sospensiva poiché "nel bilanciamento dei contrapposti interessi, è da ritenersi prevalente quello generale alla prosecuzione della realizzazione dell'opera strategica rispetto a quello patrimoniale dei ricorrenti, anche sotto il profilo delle potenziali conseguenze economiche di pregiudizio che deriverebbero per Rfi dalla sospensione dell'esecuzione degli atti impugnati, che appare sproporzionato rispetto al valore presumibile delle aree da occupare, la cui perdita potrebbe, comunque, essere risarcita per equivalete".
Il movimento, che proprio ieri si è "spostato" sul fronte Ligure dove dovrebbe proseguire la tabella di marcia degli espropri, non l'ha presa poi così male: "la risposta che abbiamo dato è stata quella di ritrovarsi in oltre 100 persone per bloccare gli espropri il Val Polvecera", dicono i No Tav Piemontesi.
Ora Cociv potrebbe riprendere in ogni momento gli espropri. Se non lo farà entro 90 giorni dalla data dei primi decreti, arrivati nelle case del basso Piemonte il 6 giugno, dovrà ripartire da capo, con l'emanazione dei decreti, l'invio delle raccomandate tramite il tribunale. Secondo i No Tav si tratta di una ordinanza "politica", una delle poche "in cui si ritiene che l'interesse di una azienda è superiore a quello di un libero cittadino". Ieri, sul piano istituzionale, è tornata anche ad esprimersi la Provincia con l'approvazione all'unanimità, in consiglio provinciale, di un documento di "sintesi" tra tutti i comuni che verranno toccati dall'opera. Dopo il via libera nel 2006 del progetto definitivo, è il primo documento ufficiale licenziato che verrà inviato alla presidenza del consiglio dei Ministri, al presidente della Repubblica, alla regione Piemonte, a Rfi. Contiene in una trentina di punti una serie di richieste ritenute "prioritarie": in primo luogo la tutela delle fonti idriche e della salute. Viene chiesto di eseguire approfondite indagini per verificare la presenza di amianto nelle rocce ma anche di adottare misure adeguate per la sicurezza, viabilità, sanitarie in considerazione dell'allestimento di cantieri di lavoro dove arriveranno fino a 800 maestranze nel primi due anni.
"Siamo consapevoli del fatto che non basta inviare una lettera. Occorrerà controllare fattivamente affinché queste richieste vengano attuate da parte di Cociv e rfi che, in questo momento, sembra l'interlocutore più assente", dice Pasquale Vecchi, consigliere provinciale e assessore del comune di Serravalle Scrivia.
   
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Postato da il merlo di via Cava, il 31-07-2012 17:12 (Utente Registrato)

1. le ultime parole non famose...

“Il TAR ha solo negato l'urgenza, la pronuncia nel merito ci sarà il 27 luglio. Merli e finti "dogi del popolo" aspettino a esultare”. Personalmente continuo a non esultare ma soprattutto a non “mistificare” la libertà come valore assoluto, contenendola nei limiti oltre i quali comincia quella degli altri... merli e dogi compresi…
 

Postato da cuntrò 'd sua, il 31-07-2012 14:35 (Ospite non Registrato)

2. conflitto di interessi?

costruttore edile, assessore, consigliere provinciale. 
il partito del mattone dal produttore al consumatore
 

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