II Movicentro che verrà inaugurato il 4 luglio sarà molto più di un semplice parcheggio: ne è sicuro Federico Fontana. Il presidente del Cit - l'ente che ha finanziato per buon parte il progetto e che gestirà la struttura per i prossimi trenta anni - spiega in un'intervista a "Il Novese" (che ripubblichiamo) perché il Movicentro rappresenterà una vera e propria svolta nel trasporto locale.
Quali sono le ragioni che hanno spinto la Regione Piemonte e molti enti locali a puntare sui "movicentro"?
«I movicentro sono nodi di interscambio finalizzati a semplificare e ottimizzare la mobilità dei cittadini. Posti strategicamente in corrispondenza di incroci significativi tra linee ferroviarie, servizi di trasporto pubblico locale, parcheggi, piste ciclabili e aree pedonali, consentono di iniziare, proseguire, terminare uno spostamento, scegliendo la modalità più funzionale rispetto alle personali esigenze, in un ambiente dotato di servizi di qualità».
Il centrodestra ha detto peste e corna di questo progetto, sostenendo che, a fronte di due anni di lavori e di ingenti spese, l'utilità del Movicentro novese si limiterebbe ad un'ottantina di posti auto in più. Il Movicentro dunque è solo questo, un parcheggio un po' più capiente di prima?
«Sicuramente il Movicentro è anche questo: un parcheggio che offre circa il doppio degli stalli di sosta preesistenti in Piazza Falcone e Borsellino e, quindi, in posizione privilegiata e in grado di valorizzare, sul triplice piano residenziale, commerciale e direzionale, l'intero centro storico cittadino (in proposito, segnalo che per la denominazione del parcheggio abbiamo pensato, con un facile ma credo felice gioco di parole, a NoviCentro; idea elaborata, per primo, dal sindaco Lorenzo Robbiano). Tuttavia, limitarsi a questo credo sia a dir poco riduttivo. Intanto, per rimanere al parcheggio, non rileva solo il dato quantitativo dei posti auto disponibili, ma anche l'aspetto qualitativo, determinato dalla struttura del parcheggio (coperto e presidiato) e dalle sue modalità di funzionamento, potenzialmente più flessibili rispetto agli altri parcheggi a pagamento disponibili in città. In proposito, segnalo, ad esempio, come sia possibile fissare una tariffa di euro 1,50 l'ora, che preveda tuttavia la gratuità per i primi 20 minuti (cosicché la prima ora, se interamente fruita avrebbe un costo analogo a quello dei contigui parcheggi a raso); aspetto, questo, già positivamente verificato sia con l'amministrazione comunale, sia con l'Ascom, che favorirebbe, ovviamente, le soste brevi finalizzate a commissioni ed acquisti in centro. Inoltre, la struttura del parcheggio consente di individuare una quota di stalli (indicativamente sino a un massimo di 40-50) da offrire in concessione a medio-lungo termine a residenti e operatori del centro storico, rispondendo in modo concreto alla carenza di box e posti auto privati disponibili in questa parte della città».
«Ma non vi è solo il parcheggio. Il progetto è motto più articolato e contraddistinto da altri elementi di valore. Innanzitutto, soddisfa le esigenze di intermodalità già precedentemente richiamate, soprattutto per quanto riguarda l'integrazione tra le varie forme di trasporto pubblico. Inoltre, tende a razionalizzare e migliorare la viabilità in una zona nevralgica della città. Infine, liberando la superficie della piazza dalle auto e ampliando notevolmente il percorso pedonale protetto e attrezzato, se ne accrescono la fruibilità e la vivibilità. Senza dimenticare il miglioramento estetico, ma anche valoriale dell'area interessata dal progetto, nel cui ambito verrà ospitato il "Percorso della Costituzione", dedicato ai principi fondanti dell'unità e dell'identità nazionali».
Qual è l'investimento finanziario totale per il progetto Movicentro?
«Il progetto ha determinato un investimento di 4,7 milioni di euro; di questi, poco meno detta metà sono finanziati dal Cit, circa 500mila dal Comune e poco più di due milioni dalla Regione Piemonte. Quest'ultima, inoltre, unitamente alle società Ilva e Baglietto (impresa che opera nel settore dell'armamento navale), finanzierà il "Percorso della Costituzione.
Quali saranno i compiti gestionali del Cit una volta completato il Movicentro?
«Il Cit, sulla base di una concessione trentennale, curerà la gestione del parcheggio NoviCentro. Quest'ultimo si avvale delle più recenti tecnologie, è completamente automatizzato ed efficacemente video-sorvegliato. Ciò nondimeno, sulla piazza sarà disponibile un ufficio con personale dedicato che, oltre a garantire il presidio della struttura, sarà a disposizione degli utenti per qualsiasi esigenza».
Quale ritorno economico vi aspettate annualmente dalla gestione del Movicentro? Servirà a risanare i conti del Cit che - fino a poco tempo fa - sembravano piuttosto traballanti?
«In considerazione del maggior numero di stati di sosta, dell'estensione dell'orario di servizio e della maggiore efficacia ed efficienza detto specifico modello gestionale, è ragionevole attendersi in significativo incremento dei proventi rispetto alla precedente gestione del parcheggio a raso di Piazza Falcone e Borsellino. Dopo la copertura di tutti i costi (inclusi l'ammortamento della struttura egli oneri finanziari) dovrebbe residuare un margine di profitto, in grado di contribuire positivamente all'equilibrio economico aziendale. Tuttavia, merita precisare che la finalità dell'operazione non è precipuamente reddituale, bensì va ricercata nella realizzazione di un 'opera e nell'offerta di un servizio, ovviamente in condizioni di economicità, ma che siano innanzitutto utili e funzionali alla città».
«Per quanto riguarda, poi, la presunta traballanza dei conti del Cit, i quali sono comunque progressivamente migliorati negli ultimi anni, mi limito ad osservare che si tratta di una caratteristica condivisa da tutte le aziende di trasporto pubblico locale determinata, innanzitutto, da un sistema di valorizzazione economica dei contratti di servizio non del tutto congruo e remunerativo».
All'inizio dei lavori, gli scenici pronosticavano grossi ritardi nell'esecuzione: chi parlava di bunker, chi di fiumi sotterranei. Ci si è messo pure il ritrovamento di alcune ossa umane. Eppure - caso forse più unico che raro - i lavori termineranno addirittura in anticipo. Questione di fortuna?
«La qualità delle attività di progettazione, programmazione e realizzazione, unitamente atta serietà e competenza dette imprese e dette figure professionali coinvolte sono risultate sinora determinanti. Peraltro, è sicuramente vero, com 'è del resto noto, soprattutto a chi si occupa di opere pubbliche e agli studiosi di Murphy, che "un 'attenta pianificazione non potrà mai sostituire una bella botta di '...... "».
Diversamente dal solito, il progetto del Movicentro - forse per la sua vocazione al trasporto pubblico - non ha subito forti opposizioni da parte degli ambientalisti, se si esclude la polemica sugli alberi della vecchia piazza. Cosa ne pensa della proposta di vietare il parcheggio del movicentro ai Suv?
«Ritengo la questione ambientale e il tema della sostenibilità un po' più complessi e meritevoli di un approccio un po' più serio rispetto all'avversione, di per sé ideologica e spesso erroneamente classista, ai Suv (che, spesso, non sono né più inquinanti, né più ingombranti, né più esclusivi di molti altri modelli di auto in circolazione), tanto più se tradotta in un mero divieto di loro accesso ad un singolo parcheggio a pagamento. Piuttosto, anche in una città di medie dimensioni come Novi, si potrebbe immaginare un sistema combinato di incentivi e disincentivi, rispettivamente rivolti ai mezzi di trasporto pubblici e privati. Non a caso, anche, ma ovviamente non solo, a questo fine stiamo avviando un 'analisi dell'attuale sistema di trasporto pubblico urbano, per individuare utili soluzioni di sua razionalizzazione, così da migliorarne il grado di efficacia e di efficienza».
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