Discusse giovedì 26 giugno in IX Commissione Trasporti le interrogazioni dell'on. Mario Lovelli in merito agli interventi infrastrutturali sulle tratte ferroviarie Genova-Milano e Genova-Torino e al riutilizzo dello Scalo ferroviario Novi-San Bovo. "Discutibile la scelta del rappresentante del Governo di rispondere a entrambe congiuntamente - dichiara l'on.Lovelli - perché questo ha impedito un adeguato approfondimento dei problemi ed ha generato qualche ambiguità".
In particolare tutta la risposta del Sottosegretario Mario Mantovani (che, singolarmente, ha la delega per le politiche abitative, ma risponde su ferrovie e autostrade) è stata incentrata sul futuro "corridoio infrastrutturale" Genova-Milano e sul progetto del Terzo Valico, come presupposto per risolvere i problemi delle linee attuali e per finanziare la progettazione delle opere per la "permeabilità" della linea storica Genova-Torino che interessano in particolare i Comuni di Novi Ligure, Serravalle e Pozzolo Formigaro. "E' una impostazione inaccettabile - dichiara Lovelli - perché nel Contratto di programma Stato-RFI 2007-2011 le risorse per la progettazione erano già individuate, così come gli indirizzi per il raddoppio della Novi-Tortona e il quadruplicamento della Tortona-Voghera erano stati chiaramente espressi dalla IX Commissione in sede di parere". "Su questi punti riprenderò l'iniziativa, anche con appositi atti di indirizzo parlamentare - prosegue Lovelli - per adesso è comunque importante quanto dichiarato dal Sottosegretario in merito al futuro di Novi San Bovo. Adesso il Governo e RFI non hanno più alibi!".
Infatti nella risposta si afferma: "in questo contesto l'attuale impianto merci di Novi San Bovo, inserito lungo la direttrice ferroviaria Alessandria-Genova e la diramazione per Tortona-Voghera, rientra nelle strategie generali del trasporto merci del Gruppo FS ed è chiamato a svolgere funzioni complementari e integrate con quelle di Alessandria Smistamento.
Sulla base dello sviluppo dei traffici nell'area in questione potranno essere analizzate ipotesi di rifunzionalizzazione degli aspetti impiantistici e tecnologici delle aree dello scalo di Novi San Bovo, integrate da soluzioni di migliore accessibilità viabilistica per superare le attuali criticità esistenti".
"E' il momento finalmente di prendere delle decisioni, visto che ci sono gli indirizzi programmatori di SLALA, i progetti degli Enti locali e l'interesse degli imprenditori - conclude Lovelli - il Governo ed RFI diano dunque risposte concrete".
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