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Dal generale al particolare
MA COS'E' QUESTA CRISI?
Scritto da Maria Angela Damilano   
giovedì 16 ottobre 2008
 

scossino1_1.jpgMa cos'è questa crisi? Era il ritornello di una celebre canzone satirica di Petrolini che continuava:"Mangi un sacco di patate, faccia un sacco di risate e vedrà, paraparaparapà che la crisi passerà, parapà parapà".

Il consiglio scherzoso del celebre comico romano rischia veramente di diventare una ricetta per sopravvivere ai duri momenti che ci si prospettano. Anche un giornale come Novionline ha, a mio parere, il diritto ed il dovere di aprire un dibattito su ciò che sta accadendo e che per il momento sembra solo un grave problema che interessa altri, lasciandoci in una situazione non idilliaca ma nemmeno catastrofica. Ogni giorno la cronaca estera ci mette al corrente di sempre nuovi dissesti finanziari che stanno paralizzando il sistema bancario internazionale, i fallimenti si susseguono e la nazione più progredita del mondo conosce una crisi che non ha precedenti.
La situazione è così grigia che qualcuno ha dichiarato che il sistema su cui si è fondato il capitalismo occidentale è definitivamente crollato. La copertina del settimanale Internazionale riporta questa settimana una vignetta satirica molto gustosa con l'immagine della Statua della Libertà di New York con le fattezze di Carlo Marx, la falce ed il martello al posto della fiaccola ed  "Il Capitale" sull'altro braccio. Naturalmente si tratta di una metafora ardita, critica, per niente realistica, ma sufficientemente simbolica, in quanto uno dei sistemi attualmente più sviluppati e lontani dalla crisi è quello di un paese apparentemente ancora comunista, cioè la Cina.
La sottoscritta non è un'esperta di economia, diciamo che è una persona che legge, ascolta, si informa e poi prova a farsi un'opinione di ciò che le accade attorno. Chiedo quindi scusa se le mie considerazioni sembreranno semplicistiche, ma sono quelle che mi vengono spontanee.
Mi viene spontaneo pensare, per esempio, che è evidente che la gestione della grande finanza sia finita nelle mani di strapagati dirigenti senza scrupoli, e probabilmente anche con scarse competenze, che hanno speculato e reso fragile un impianto economico che sembrava inossidabile.
Sottolineo inoltre che è anche chiaro che da mesi gli addetti ai lavori erano consapevoli dell'imminente crisi.
Ricordo le esternazioni accese di Tremonti, quest'estate, quando si strutturava la finanziaria e il Ministro del Tesoro predicava una politica di rigore relativamente alle tasse che in propaganda elettorale il centrodestra aveva promesso di abbassare.
Ho ancora ben presente la frase riportata brevemente dai giornali (quando le affermazioni sono scomode scompaiono subito, confidando nella scarsa memoria della gente) del Robin Hood di Pavia:"Questi sono tutti pazzi" riferendosi ai componenti della compagine governativa a cui egli appartiene.
Nello stesso periodo l'altro economista della coalizione, Brunetta, buttava acqua sul fuoco, asserendo che la situazione non era poi così grave.
A questo proposito mi viene naturale ritenere che Tremonti, come molti del suo settore, fosse a conoscenza delle imminenti catastrofi d'oltreoceano e che quindi intendesse mettere le mani avanti con una finanziaria d'austerity, se invece non era al corrente, diciamo che aveva subodorato odore di marcio.
Per dare a Cesare quel che di Cesare bisogna riconoscere al Ministro del Tesoro momentanei atteggiamenti etici, come il recentissimo scatto di nervi che lo ha portato a minacciare le dimissioni se non fosse stato stralciato il comma "salvamanager" dal tanto discusso decreto Alitalia.
Tornando ad oggi e al nostro paese di tradizione manifatturiera, dovrebbero rassicurarci le parole ferme del Premier sulla nostra situazione economica  generale e dovrebbero venirci in soccorso i suoi suggerimenti sulle azioni da comprare, ma credo che la maggioranza degli Italiani non abbia risparmi per comprare azioni e sia veramente poco tranquilla per quella manciata di euro che ha sui conti correnti bancari.
Un'economista stimata come Loretta Napoleoni ritiene che non ci sarà una crisi ed una recessione come quella del 1929, tanto richiamata in questo ultimo periodo, ma ci che ci aspetta un periodo certamente non breve di gravi difficoltà economiche per l'occidente. Poi la tanto deprecata globalizzazione verrà in soccorso all'emergenza attraverso nuove realtà economiche come la Cina, l'India, il Brasile e paradossalmente anche l'Africa, il continente sottosviluppato per eccellenza, dove però le nuove potenze stanno investendo alla grande.
Nell'immediato quindi i nostri conti correnti non avranno una sofferenza improvvisa, ma le gravi difficoltà economiche che si verranno a creare nel breve termine, molto probabilmente finiranno con l'eroderli riducendoli ai minimi termini.
Scendendo quindi nel particolarissimo cosa potrà accadere al nostro stile di vita? Spero di sbagliarmi ma saremo tutti costretti ad un ridimensionamento delle nostre abitudini che probabilmente ci porteranno indietro e ci costringeranno a fare delle scelte a favore delle priorità.
Chi è stato ragazzo negli anni sessanta in momenti di minore ricchezza soffrirà sicuramente meno, i giovani cresciuti nel benessere saranno sicuramente più in difficoltà e si diffonderanno problemi sociali accanto a quelli economici.  Per concludere, comunque, non ho nessuna intenzione di fare il grillo parlante con rischio di schiacciamento sul muro o la Cassandra vaticinante sciagure, come tutti spero che la crisi sarà breve e non troppo dannosa, in fondo le variabili sono molte e non è facile fare previsioni nemmeno per gli esperti, figuratevi per una casalinga di Tortona (citazione Arbasinica, precisazione per i non conoscitori della casalinga di Voghera), però una piastrella, personalmente, ho cominciato a scalzarla. E poi al limite seguirò il consiglio di Petrolini comprando dal produttore delle ottime patate quarantine (presidio slow food) da cucinare in mille varie ricette, facendo neanche il caso di dirlo un sacco di risate che, come tutti sanno, non costano niente e fanno tanto bene allo spirito.

(Nell'immagine, una vignetta fatta apposta per Novionline: si tratta della nascita di Scossino, dalla penna di Elisa Morando)


   
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Postato da mada, il 18-10-2008 06:21.

1. Un breve nota

Ho aspettato un paio di giorni per vedere se c'erano altri commenti, ora ritenendo che è molto difficile che se ne aggiungano altri, vorrei fare un paio di osservazioni.  
Nel ringraziare Camelot per gli apprezzamenti vorrei soprattutto rispondere ai due commenti che precedono il suo.  
Il titolo ed il primo capoverso contenevano una domanda, volutamente ironica, per il suo esplicito riferimento ad una macchietta di Petrolini.  
Lungi da me (ma se si legge con attenzione l'articolo c'è un punto in cui lo dichiaro apertamente) riuscire a dare una risposta.  
D'altra parte se fossi in grado di rispondere ad una domanda sulla quale si stanno concentrando i migliori analisti economici di tutto il mondo, credo che mi darebbero almeno una laurea honoris causa in economia. Il mio era un tentativo di fare alcune riflessioni (dire che in un articolo esteso come questo non ci sono contenuti forse è un po' troppo, se fosse vero sarei una vera virtuosa della parola) su un tema impegnativo, che lascio senza dubbio agli esperti, interrogandomi su cosa potrà cambiare nella mia e nella nostra vita nel futuro prossimo.  
Per fare questo ho riportato pareri altrui ed ho usato un tono volutamente ironico, non per svilire l'argomento, ma per favorirne la lettura. Probabilmente non sono riuscita nel mio intento e chiedo scusa a chi non ha trovato di suo gradimento questo articolo. Mi resta la consolazione di una "forma ricercata" che per uno scrittore non è poi un complimento da trascurare. 
Infine per chiudere con una battuta, adoro il minestrone, soprattutto quello ligure, e quindi seguirò il consiglio datomi così gentilmente da Barudda, continuando però nel contempo ad esprimermi su queste pagine. 
Comunque, in ogni caso, grazie dell'attenzione. 
Maria Angela Damilano
 

Postato da camelot, il 17-10-2008 14:37.

2. a differenza...

... dei due commenti che ho letto prima di postare questo, credo che alla Prof. Damilano vadano riconosciuti almeno tre meriti. 
Innanzitutto, quello di avere deciso di affrontare, anche se con un taglio lieve, un tema scomodo e scottante. 
Inoltre, di avere sottolineato che la crisi, che al momento appare soprattutto finanziaria e distante per molti, avrà inevitabilmente ricadute economiche ed occupazionali, anche se di entità non facilmente prevedibile. 
Infine, di avere individuato, seppure metaforicamente, una ricetta, anzi "la ricetta", probabilmente l'unica possibile, per riuscire ad affrontare e superare, auspicando che sia sufficiente, il difficile periodo che ci aspetta. 
In sostanza, dissentendo da quanto ho letto, mi pare un contributo tutt'altro che banale o da banalizzare e ricco di spunti di riflessione sul piano sia diagnostico che terapeutico (tanto più essendo pubblicato in un contenitore generalista e locale come questo).
 

Postato da barudda, il 16-10-2008 20:46.

3. Ma che 'sta a ddì???

mai pensato a farti un bel minestrone reale? Almeno quello si mangia :upset
 

Postato da Etype, il 16-10-2008 10:57.

4. E quindi?

"Ma cos'è questa crisi?"  
Si dice di tutto in questo articolo senza rispondere alla domanda iniziale. 
Lo scrivo perchè di solito i Suoi articoli offrono quanto meno spunti di riflessione, questo invece lo trovo privo di contenuti, a dispetto di una forma anche ricercata.
 

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