Ma cos'è questa crisi? Era il ritornello di una celebre canzone satirica di Petrolini che continuava:"Mangi un sacco di patate, faccia un sacco di risate e vedrà, paraparaparapà che la crisi passerà, parapà parapà".
Il consiglio scherzoso del celebre comico romano rischia veramente di diventare una ricetta per sopravvivere ai duri momenti che ci si prospettano. Anche un giornale come Novionline ha, a mio parere, il diritto ed il dovere di aprire un dibattito su ciò che sta accadendo e che per il momento sembra solo un grave problema che interessa altri, lasciandoci in una situazione non idilliaca ma nemmeno catastrofica. Ogni giorno la cronaca estera ci mette al corrente di sempre nuovi dissesti finanziari che stanno paralizzando il sistema bancario internazionale, i fallimenti si susseguono e la nazione più progredita del mondo conosce una crisi che non ha precedenti.
La situazione è così grigia che qualcuno ha dichiarato che il sistema su cui si è fondato il capitalismo occidentale è definitivamente crollato. La copertina del settimanale Internazionale riporta questa settimana una vignetta satirica molto gustosa con l'immagine della Statua della Libertà di New York con le fattezze di Carlo Marx, la falce ed il martello al posto della fiaccola ed "Il Capitale" sull'altro braccio. Naturalmente si tratta di una metafora ardita, critica, per niente realistica, ma sufficientemente simbolica, in quanto uno dei sistemi attualmente più sviluppati e lontani dalla crisi è quello di un paese apparentemente ancora comunista, cioè la Cina.
La sottoscritta non è un'esperta di economia, diciamo che è una persona che legge, ascolta, si informa e poi prova a farsi un'opinione di ciò che le accade attorno. Chiedo quindi scusa se le mie considerazioni sembreranno semplicistiche, ma sono quelle che mi vengono spontanee.
Mi viene spontaneo pensare, per esempio, che è evidente che la gestione della grande finanza sia finita nelle mani di strapagati dirigenti senza scrupoli, e probabilmente anche con scarse competenze, che hanno speculato e reso fragile un impianto economico che sembrava inossidabile.
Sottolineo inoltre che è anche chiaro che da mesi gli addetti ai lavori erano consapevoli dell'imminente crisi.
Ricordo le esternazioni accese di Tremonti, quest'estate, quando si strutturava la finanziaria e il Ministro del Tesoro predicava una politica di rigore relativamente alle tasse che in propaganda elettorale il centrodestra aveva promesso di abbassare.
Ho ancora ben presente la frase riportata brevemente dai giornali (quando le affermazioni sono scomode scompaiono subito, confidando nella scarsa memoria della gente) del Robin Hood di Pavia:"Questi sono tutti pazzi" riferendosi ai componenti della compagine governativa a cui egli appartiene.
Nello stesso periodo l'altro economista della coalizione, Brunetta, buttava acqua sul fuoco, asserendo che la situazione non era poi così grave.
A questo proposito mi viene naturale ritenere che Tremonti, come molti del suo settore, fosse a conoscenza delle imminenti catastrofi d'oltreoceano e che quindi intendesse mettere le mani avanti con una finanziaria d'austerity, se invece non era al corrente, diciamo che aveva subodorato odore di marcio.
Per dare a Cesare quel che di Cesare bisogna riconoscere al Ministro del Tesoro momentanei atteggiamenti etici, come il recentissimo scatto di nervi che lo ha portato a minacciare le dimissioni se non fosse stato stralciato il comma "salvamanager" dal tanto discusso decreto Alitalia.
Tornando ad oggi e al nostro paese di tradizione manifatturiera, dovrebbero rassicurarci le parole ferme del Premier sulla nostra situazione economica generale e dovrebbero venirci in soccorso i suoi suggerimenti sulle azioni da comprare, ma credo che la maggioranza degli Italiani non abbia risparmi per comprare azioni e sia veramente poco tranquilla per quella manciata di euro che ha sui conti correnti bancari.
Un'economista stimata come Loretta Napoleoni ritiene che non ci sarà una crisi ed una recessione come quella del 1929, tanto richiamata in questo ultimo periodo, ma ci che ci aspetta un periodo certamente non breve di gravi difficoltà economiche per l'occidente. Poi la tanto deprecata globalizzazione verrà in soccorso all'emergenza attraverso nuove realtà economiche come la Cina, l'India, il Brasile e paradossalmente anche l'Africa, il continente sottosviluppato per eccellenza, dove però le nuove potenze stanno investendo alla grande.
Nell'immediato quindi i nostri conti correnti non avranno una sofferenza improvvisa, ma le gravi difficoltà economiche che si verranno a creare nel breve termine, molto probabilmente finiranno con l'eroderli riducendoli ai minimi termini.
Scendendo quindi nel particolarissimo cosa potrà accadere al nostro stile di vita? Spero di sbagliarmi ma saremo tutti costretti ad un ridimensionamento delle nostre abitudini che probabilmente ci porteranno indietro e ci costringeranno a fare delle scelte a favore delle priorità.
Chi è stato ragazzo negli anni sessanta in momenti di minore ricchezza soffrirà sicuramente meno, i giovani cresciuti nel benessere saranno sicuramente più in difficoltà e si diffonderanno problemi sociali accanto a quelli economici. Per concludere, comunque, non ho nessuna intenzione di fare il grillo parlante con rischio di schiacciamento sul muro o la Cassandra vaticinante sciagure, come tutti spero che la crisi sarà breve e non troppo dannosa, in fondo le variabili sono molte e non è facile fare previsioni nemmeno per gli esperti, figuratevi per una casalinga di Tortona (citazione Arbasinica, precisazione per i non conoscitori della casalinga di Voghera), però una piastrella, personalmente, ho cominciato a scalzarla. E poi al limite seguirò il consiglio di Petrolini comprando dal produttore delle ottime patate quarantine (presidio slow food) da cucinare in mille varie ricette, facendo neanche il caso di dirlo un sacco di risate che, come tutti sanno, non costano niente e fanno tanto bene allo spirito.
(Nell'immagine, una vignetta fatta apposta per Novionline: si tratta della nascita di Scossino, dalla penna di Elisa Morando)
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