Nelle ultime ore vi abbiamo tenuti aggiornati sulla delicata situazione che sta interessando il capannone dell’ex supermercato Unes di Pozzolo Formigaro che a partire da sabato scorso è stato ed è tuttora scenario di una vera e propria invasione di persone provenienti da tutta Europa che si sono riunite in un rave party. Abbiamo ampiamente documentato la vicenda riportandovi gli incresciosi disagi che si sono verificati in queste ore sperando che la situazione si normalizzi al più presto.
Questa mattina intorno a mezzogiorno Novionline era nuovamente sul posto per fare il punto della situazione e oltre alla strada “sbarrata” dalle forze dell’ordine per garantire un’efficace sorveglianza e per identificare i soggetti protagonisti di questa manifestazione, abbiamo visto persone camminare con aria smarrita ai lati della strada, sguardi letteralmente sconvolti, un invasione di mezzi come camion, camper,macchine, tanta sporcizia, e campi – di proprietà altrui – adibiti a bivacco da qualche individuo e su cui vagano in qua e in là cani di grossa taglia privi di guinzaglio.
Secondo la testimonianza dei Carabinieri la situazione all’interno del capannone era indecente e con molta probabilità buona parte dei partecipanti a questo “evento” era sotto assunzione di sostanze stupefacenti.
Sicuramente questo scenario oltre a inorridirci ha fatto sorgere in noi una domanda spontanea: Perché? Perché gente di tutte le età proveniente da diversi paesi del vecchio continente si riunisce in questo genere di feste, e a quale scopo vengono organizzati questi rave party?
E ancora più significativo è il seguente quesito di cui è difficile trovare una risposta univoca: perché proprio in Italia?
Mentre sull’ultima domanda permangono non pochi dubbi e si potrebbe prestare ad ampie interpretazioni, abbiamo provato a fare una ricerca su internet per capire le finalità di questi incontri illegali, probabilmente frutto di un tam tam agevolato dall’utilizzo di forum su internet e dall’invio di sms.
Innanzitutto i rave party, si presentano come “manifestazioni musicali” (fonte Wikipedia) generalmente organizzate in aree industriali dimesse come ampi capannoni o grandi edifici abbandonati.
All’interno di essi vengono montate imponenti apparecchiature foniche che permettono la diffusione di musica dai suoni elettronici estremamente ripetitivi – “techno”- che mixata all’assunzione di alcool e droga come Ketamine e Mdma porta a un senso di onnipotenza.
In pratica al ballo si accosta lo “sballo” fino a giungere a un quasi totale straniamento dalla realtà, che prima o poi conduce allo sfinimento.
Questo genere di evento è nato negli anni 80 negli USA e in Gran Bretagna, diffondendosi poi in Francia, come forma di protesta nei confronti di disparate problematiche che affliggono la società contemporanea, da disagi sociali ed economici al dissenso politico.
Attualmente il rave party si sta diffondendo come una moda dietro alla quale non sempre vi è una salda base di valori e idee in cui i ravers credono, ma piuttosto si aderisce a queste feste probabilmente anche per curiosità e suggestione prodotti da questi eventi non autorizzati.
Sono pochi al mondo i rave legali e riconosciuti come eventi di fama internazionale, mentre molto diffusi sono quelli illegali.
Obiettivo dei “ravers” è dare sfogo alla voglia comune di svincolarsi da regole e convenzioni socialmente imposte, la ricerca di una libertà totale fisica e mentale che si esprime attraverso il ballo e anche attraverso il consumo di droghe.
Abbiamo inoltre trovato su internet un vero e proprio “manifesto del raver” tratto dal sito http://shockraver.free.fr/23.htm e che qui sotto vi pubblichiamo.
“Il nostro stato emotivo l'estasi. Il nostro nutrimento l'amore. La nostra dipendenza la tecnologia. La nostra religione la musica. La nostra moneta la conoscenza. La nostra politica nessuna. La nostra società un'utopia che sappiamo non sarà mai.
Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perch noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall'uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un'unità. L'unità.
Noi siamo stati plasmati dal suono. Da molto lontano, il temporalesco, echeggiante e smorzato battito era simile a quello del cuore di una madre che tranquillizza un bambino nel suo ventre di acciaio, calcestruzzo e fili elettrici. Noi siamo stati allevati in questo ventre, e qui, nel calore, nell'umidit e nell'oscurit di esso, siamo giunti ad accettare che siamo tutti uguali. Non solo per l'oscurità e per noi stessi, ma per la vera musica che batte dentro di noi e passa attraverso le nostre anime: siamo tutti uguali. E attorno ai 35Hz possiamo sentire la mano di un dio sul nostro dorso, che ci spinge avanti, ci spinge a spingere noi stessi a rinforzare il nostro pensiero, il nostro corpo e il nostro spirito. Ci spinge a girarsi verso la persona vicino a noi per stringere le mani e sollevarle, condividendo la gioia incontrollabile che proviamo creando questo magico cerchio che può, almeno per una notte, proteggerci dagli orrori, dalle atrocità e dall'inquinamento del mondo che sta di fuori. in questo preciso momento, con queste premesse, che ognuno di noi veramente nato.
Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione, e gli riportiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa, nella sua pi pura, pi intensa, nella pi edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati. Programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella più vicina e conveniente tana. Programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti. Programma che ci dice di cibarci dal brillante cucchiaio d'argento col quale tentate di nutrirci, anzichè lasciare che ci nutriamo da soli, con le nostre stesse mani capaci. Programma che ci dice di chiudere le nostre menti, invece di aprirle.
Fino a quando il sole sorgerà per bruciare i nostri occhi rivelando la realtà del mondo che avete creato per noi, noi balleremo fieramente con i nostri fratelli e sorelle, celebrando la nostra vita, la nostra cultura, e i valori in cui più crediamo: pace, amore, libertà, tolleranza, unità, armonia, espressione, responsabilità e rispetto.
Il nostro nemico l'ignoranza. La nostra arma l'informazione.Il nostro crimine violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all'atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in un qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai. Il party non finirà mai.
Sono un raver, e questo è il mio manifesto.”
A questo punto non ci resta che sperare che l’esodo dei ravers abbia al più presto fine, affinché possa migliorare l’ingestibile situazione. Un plauso va sicuramente alle forze dell’ordine che pur non riuscendo a fronteggiare completamente l’emergenza, stanno comunque facendo enormi sforzi per sorvegliare e identificare il popolo del rave party.
Resta ancora da capire perchè proprio una piccola cittadina come Pozzolo Formigaro sia una delle mete privilegiate da questi individui.
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