Continua a far discutere, non solo a Torino, l’episodio raccontato qualche settimana fa, tra gli altri da Novionline, che aveva visto come involontaria protagonista una docente dell’Università di Torino, fatta oggetto di pesanti attacchi da parte di alcuni gruppi di studenti estremisti per aver invitato un rappresentante dello Stato di Israele a tenere una lezione in Ateneo.
Il dibattito è rimbalzato sulle pagine dei giornali, sia in Italia che in Israele, dove ha avuto una vasta eco, mentre inizia ad emergere una situazione abbastanza preoccupante riguardo ai pregiudizi antisionisti ed antiebraici nelle nostre università. Non siamo ancora al boicottaggio accademico della università israeliane lanciato da alcuni atenei europei, ma poco ci manca. L’episodio di Torino seguiva altre analoghe contestazioni avvenute alle università di Pisa e Firenze. Più recentemente, addirittura una partita di calcio tra bambini a Roma è stata l’occasione per una pesante manifestazione di antisemitismo nei confronti dei ragazzi del Maccabi. Intanto, le polemiche seguite alla vicenda torinese sono tornate a riempire le cronache, con l’ipotesi poi smentita di un abbandono dell’ateneo da parte della docente coinvolta suo malgrado nell’incidente e con le preoccupazioni manifestate da alcuni studenti israeliani e rimbalzate sulle pagine del quotidiano israeliano Maariv. Ha sicuramente ragione il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, quando richiama alla calma sottolineando come all’università non ci sia un "clima delle camice brune", ma alcuni segnali per nulla tranquillizzanti si avvertono. Segnali che invitano a non abbassare la guardia e, soprattutto, a non fare finta di niente. Segnali che richiamano in particolare le istituzioni universitarie a lasciare da parte il quieto vivere e ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Qui sotto il link ad un riassunto delle vicende di questi giorni pubblicato dal sito www.informazionecorretta.com: http://www.informazionecorretta.com/showPage.php?template=rassegna&id=5604 |
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