Sono stati arrestati ieri dagli uomini della Stazione dei Carabinieri di Novi Ligure Giulio Zarrillo (a sinistra) e De Maestri Massimo (a destra), vale a dire il fantomantico Euroman ed il suo complice. Sono stati tradotti in carcere, e pare che ci resteranno per un bel pò...
Lo ha comunicato il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Novi, Tenente Roberto Capriolo (seduto, a sinistra) assieme al Maresciallo Castioni Marco (seduto, a destra) nel corso di una conferenza stampa tenutasi poco fa nella caserma dei Carabinieri di Novi (foto).![alt]() Sono stati quindi dati un nome ed un volto ad Euroman (così era stato battezzato da uno dei visitatori di Novionline) ed al suo complice. Sono stati così tratti in arresto i due pregiudicati Giulio Zarrillo, (41anni, di Novi Ligure) e Massimo De Maestri (45 anni, anche lui di Novi). Novionline pubblica nomi e cognomi, nonchè la foto, contravvenendo al suo solito stile di dare informazione, perchè ci è stato chiesto dalle forze dell'ordine: si teme infatti che altre persone siano state aggredite dai due, ma che non sia stata sporta denuncia per timore. Quindi, se qualcuno riconosce nelle foto i suoi aggressori, e non ha sporto denuncia, è pregato di recarsi presso la Caserma dei Carabinieri di Novi Ligure. La "carriera" di "euroman" e del suo complice inizia il 9 novembre del 2005, alle ore 21,30, in viale Saffi: in tale occasione Zarrillo e De Maestri avvicinano il pensionato S.F. di 60 anni, con la scusa di chiedergli un euro. Il pensionato glielo nega, e viene colpito da un violento pugno al volto da Zarrillo (che ha un passato da Boxeur) mentre Demaestri gli aizza contro il suo cane, un pastore tedesco. S.F. riesce a fuggire, inseguito dai due. Riesce ad entrare in casa e a chiamare i Carabinieri, mentre i due cercano di sfondare la porta di casa del pensionato. Il suono delle sirene dei carabinieri li fa fuggire, ma il pensionato ne esce comunque in gravi condizioni dall'incontro. Sarà ricoverato in ospedale a Novi, con prognosi riservata, e trasferito nottetempo all'Ospedale di Alessandria, dove il giorno successivo sarà operato per ridurgli il trauma cranico provocato dal pugno di Zarrillo. I Carabinieri, grazie alla descrizione fatta dal pensionato dei due aggressori, riescono subito ad individuare gli autori del gesto: Zarrillo e Demaestri sono due pregiudicati per reati simili, sono già stati in carcere, è facile individuarli. Non è possibile. però, arrestarli: non c'è la flagranza del reato, non è possibile procedere con il fermo degli autori. I due devono essere deferiti in stato di libertà all'autorità giudiziaria. I carabinieri chiedono, contemporaneamente, la custodia cautelare in carcere. C'è il timore infatti che i due possano colpire di nuovo. Cosa che succede: il 17 novembre,alle ore 22,15, in via Girardengo, il 38enne A.A. di Capriata d'orba viene avvicinato dai due con la solita richiesta, un euro. Non glielo dà, scatenando le ire di Zarrillo, che lo colpisce con un pugno e gli ruba il beretto. Di nuovo non c'è flagranza del reato, ma di nuovo i due vengono individuati: di nuovo vengono deferiti in stato di libertà all'autorità giudiziaria, di nuovo viene richiesta la custodia cautelare. Altro gesto, un mese dopo: il 17 novembre, ancora in viale Saffi, alle 22, Zarillo si avvicina ad un gruppo di ragazzi. Chiede un Euro, che gli viene negato. Ne fa le spese il novese S.C., di 26 anni. Nasce un battibecco con i ragazzi: Zarrillo si rivolta con fare minaccioso contro una ragazza, ma il 25enne P.T., anche lui di Novi, si mette in mezzo. Anche lui rimedia un pugno da Euroman. Vengono chiamati i Carabinieri, che di nuovo giungono sul posto dopo che i due se ne sono andati. Ancora vengono deferiti in stato di libertà all'autorità giudiziaria, ancora viene richiesta la custodia cautelare. Neanche l'atmosfera natalizia ferma i due: il 27 dicembre alle 21 si avvicinano a F.P., un novese di 32 anni. Gli chiedono soldi con fare minaccioso, ma stavolta F.P. è svelto a scappare, e non ci sono botte da parte di Zarrillo. Ennesimo deferimento all'autorità, ennessima richiesta di custodia cautelare. Siamo finalmente all'epilogo: il 2 gennaio (ieri) il GIP Alessia Solombrimo, su richiesta del PM Riccardo Ghio, firma l'ordinanza di custodia cautelare. Appena i carabineri ne sono in possesso, corrono ad arrestare i due, e li portano in carcere. Dovranno rispondere di rapina, lesioni aggravate, violazione di domicilio, recidività del reato... L'ordinanza di custodia cautelare è "meglio" dell'arresto in flagranza: dovranno restare in carcere fino al processo; se fossero stati arestati in flagranza, molto probabilmente sarebbe stati rilasciati in attesa di processo. Che dire dei due? Resta inspiegabile la motivazione delle gesta dei due sbandati, che vivevano con i genitori, e non erano neppure tossicodipendenti. Resta da plaudire l'operato dei Carabinieri di Novi, che sono stati in grado di individuare subito i due delinquenti, e hanno costantemente fatto pressione, reiterando con costanza le loro richieste, riuscendo alla fine ad arrestarli. |
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