Recentemente due legali rappresentanti di Google Italia sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in diffamazione aggravata a mezzo Internet, a causa del filmato, in circolazione sulla rete, delle violenze subite in una scuola di Torino da parte di un ragazzo disabile. Il Senatore Antonio Di Pietro non condivide questo filone d'inchiesta e sull'argomento dice la sua:
'L'episodio del ragazzo down seviziato in classe, filmato e pubblicato su Google Video, ha avuto come conseguenza un'inchiesta nei confronti di Google. Una situazione incomprensibile.
Non è infatti materialmente possibile per Google e per i maggiori siti e portali verificare ogni contenuto prima della sua pubblicazione.
Se questo fosse richiesto e imposto, la naturale conseguenza sarebbe la fine della Rete in cui vengono pubblicate ogni giorno milioni di pagine. Vanno invece puniti severamente i ragazzi che hanno colpito un loro compagno privo di ogni difesa e richiamati i genitori. Va insegnata educazione civica a scuola.
Incriminare Google ha come unico risultato quello di spostare l'attenzione dal problema, la criminalità giovanile, al dito che lo indica. Equiparare la Rete all'editoria dal punto di vista legale, come è stato proposto, non è realistico.
I controlli vanno richiesti alle società nell'ambito del possibile, ma soprattutto deve essere fornita alle autorità l'identità del responsabile di ogni singola pubblicazione.'
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