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Così la pensa Antonio Di Pietro
L'INCHIESTA SU GOOGLE? INCOMPRENSIBILE
Scritto da Bruno Ferretti   
mercoledì 29 novembre 2006
 

dipietroRecentemente due legali rappresentanti di Google Italia sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in diffamazione aggravata a mezzo Internet, a causa del filmato, in circolazione sulla rete, delle violenze subite in una scuola di Torino da parte di un ragazzo disabile. Il Senatore Antonio Di Pietro non condivide questo filone d'inchiesta e sull'argomento dice la sua: 
 
'L'episodio del ragazzo down seviziato in classe, filmato e pubblicato su Google Video, ha avuto come conseguenza un'inchiesta nei confronti di Google. Una situazione incomprensibile.
Non è infatti materialmente possibile per Google e per i maggiori siti e portali verificare ogni contenuto prima della sua pubblicazione.
Se questo fosse richiesto e imposto, la naturale conseguenza sarebbe la fine della Rete in cui vengono pubblicate ogni giorno milioni di pagine. Vanno invece puniti severamente i ragazzi che hanno colpito un loro compagno privo di ogni difesa e richiamati i genitori. Va insegnata educazione civica a scuola.
Incriminare Google ha come unico risultato quello di spostare l'attenzione dal problema, la criminalità giovanile, al dito che lo indica. Equiparare la Rete all'editoria dal punto di vista legale, come è stato proposto, non è realistico.
I controlli vanno richiesti alle società nell'ambito del possibile, ma soprattutto deve essere fornita alle autorità l'identità del responsabile di ogni singola pubblicazione.'
   
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Postato da aragosta, il 30-11-2006 19:56.

1. ...

"Esistono software che servono per evitare l'accesso a contenuti pornografici e non credo ci sarebbero particolari difficoltà ad elaborarne qualcuno che escluda i contenuti violenti, razzisti, ecc.  
Google e gli altri che offrono questi servizi dovrebbero dotarsi di strumenti di questo genere per evitare la pubblicazione di contenuti inaccettabili. Poi, se qualcosa scappa, si può dire che non sia colpa loro, se la loro responsabilità viene valutata almeno in base all'adozione di adeguate contromisure - adeguate in base allo stato della tecnologia, come è previsto ad esempio per la tutela della privacy. " 
Credo che non esista proprio un software che sia in grado di elaborare delle immagini e sapere se il filmato sia violento, razzista o altro. L'unica censura che possono fare in automatico riguarda i testi.
 

Postato da Visitatore, il 30-11-2006 16:15.

2. senza consonanti?

il vocalizzo è noioso e non lo leggo tutto, ma mi sembra che non si debba parlar male del governo che tanto ci aiuta? la libertà di parola, sia pure nella forma molto limitata concessa dai poteri eterni di chi controlla tv e giornali, potrebbe essere l'unica difesa della democrazia. ah, già, ma che ne sanno al cremlino?
 

Postato da aieie, il 30-11-2006 11:26.

3. libertà

Esistono software che servono per evitare l'accesso a contenuti pornografici e non credo ci sarebbero particolari difficoltà ad elaborarne qualcuno che escluda i contenuti violenti, razzisti, ecc. 
Google e gli altri che offrono questi servizi dovrebbero dotarsi di strumenti di questo genere per evitare la pubblicazione di contenuti inaccettabili. Poi, se qualcosa scappa, si può dire che non sia colpa loro, se la loro responsabilità viene valutata almeno in base all'adozione di adeguate contromisure - adeguate in base allo stato della tecnologia, come è previsto ad esempio per la tutela della privacy. 
In realtà DiPietro pensa che la libera pubblicazione di qualunque roba possa essere utile sopratutto ai magistrati, che potrebbero usare - come stanno facendo nel caso del motociclista - i filmati per incriminare qualcuno. Esattamente come si era opposto al decreto sulle intercettazioni con la scusa che, conservando le intercettazioni che invece verranno distrutte immediatamente, si sarebbe potuto risalire meglio all'identità di chi - commettendo un reato - le aveva fatte. 
Tutto sta ad intendersi: viene prima l'esigenza di poter punire chi commette reati e ne pubblica le immagini - col rischio che qualcuno li commetta proprio per pubblicare le immagini – o la necessità di tutelare le vittime dei reati, che potrebbero essere esposte alla pubblicazione di immagini che le riguardano? 
La libertà di espressione non c’entra proprio nulla: sui giornali non si possono pubblicare insulti e chi pubblica frasi razziste può essere punito per incitamento all’odio razziale. Esistono quindi delle procedure preventive di controllo che hanno l’obiettivo di impedire che certe cose vengano pubblicate. Ma questo non significa che manca la libertà di espressione. 
Se poi per libertà si intende quella di fare “un po’ quello che ci pare…”, capisco perché qualcuno se la prende tanto con il Governo.
 

Postato da Visitatore, il 30-11-2006 11:07.

4. dirigismo stile Kremlino

questo governo (che oggi ha regalato qualche miliardata ai figli di papà esentandoli dalla tassa di successione nonostante la camera l'avesse appena approvata) mi vuole imporre di non bere vino e non mangiare agnolotti pena l'esclusione dalla mutua che pure pago salata in busta paga. tra un po' mi diranno a che ora andare in bagno e come vestirmi. ovvio che adesso si attacchino anche alla libertà di espressione. anche in cina internet fa paura.
 

Postato da aragosta, il 30-11-2006 09:14.

5. ...

In teoria dovrebbero essere gli stessi utenti a controllare che cose di questo genere vengano eliminate.
 

Postato da Visitatore, il 30-11-2006 00:58.

6. ...

Infatti, grande DiPietro
 

Postato da Visitatore, il 30-11-2006 00:42.

7. ...

Ed ha ragione, il Tonino Nazionale! :)
 

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