Torna il Calendario Artistico Novese con la foto dedicata al mese di Ottobre. Questa volta la foto di Mori ritrae la Piazza della Stazione. Il Calendario Artistico Novese, promosso dall'Associazione Culturale Orizzonti, è stato distribuito nelle scuole novesi. Novionline tutti i mesi ve lo ripropone, per guardare alla Novi che fu con le foto e testi di due compianti: Michelangelo Mori e Egidio Mascherini.
Il tranvai Novi-Ovada, con l’ansimante caffettiera dal pennacchio azzurrino; la stazione col suo sapore di provvisorio e di indefinito, nella quale d’inverno si limavano le brocche e, d’estate, ci si scioglieva in sudore; i lampioni a gas; il grande cedro del Libano al centro della Piazza, a far fresco al Padre della Patria, tronfio sul suo piedistallo; le carrozze del Gin Picollo, ferme alla posta dei viaggiatori in arrivo da Genova (signiua, scia vö u legno? …); la grande piattaforma a lato dei binari, insuperato marchingegno per lo smistamento delle vetture… Tante tessere di quel grande mosaico ch’era la più suggestiva delle “vedute” novesi, ossia la piazza Vittorio Emanuele II, alias della Stazione, oggi della Repubblica.
Sulle panchine di quest’oasi tranquilla, parcheggiavano le nostre madri, nelle sere d’estate degli anni trenta, producendosi in una sequenza di patlesi pittoreschi e appetitosi, mentre la figliolanza sciamava al gioco del rimpiattino, oppure a sonar campanelli (Scusi , è lei il signor Pulito? No? Allora si lavi!).
Davanti all’albergo Viaggiatori, i tavolini brulicavano di avventori occupati a sorbire birre e tamarindi e impegolati in discussioni accese quanto interminabili sulle gambe della soubrette che si esibiva in quelle sere all’arena “Italia”.
Tutt’intorno era un barbaglio fantastico di lucciole, padrone dei notturni novesi e certo non presaghe dell’esilio che la civiltà dei consumi avrebbe loro comminato, di lì a non molto… Oggi i nostri occhi non conoscono più le umili passeggiatrici della notte: se l’è inghiottite il progresso, lasciandoci dentro manciate di nostalgia.
Commenti utenti
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Postato da Etype, il 08-10-2008 16:02.
1. Seicento ha ragione.
La bella piazza (ante-guerra) ritratta nella foto di questo articolo non esiste da un bel pezzo. La piazza post-guerra non era altro che un parcheggio, con 4 alberi al centro (per carità, pregevoli), e asfalto. Si possono fare diverse critiche al Movicentro (es. rapporto costi-benefici), ma quella estetica è forse la più scialba e confutabile.
Postato da seicento, il 06-10-2008 21:13.
2. Ritorno al passato
Certo questa era una piazza consona aglia anni a cui si riferisce. Molto probabilmente i detrattori della nuova piazza (Movicentro) non ricordano più come era la piazza dopo la fine della 2a guerra. Era diventata un parcheggio totale con solo pochi metri quadrati a disposizione dei cittadini. Certo le innovazioni potevano anche essere gestite meglio ma quelli che ora dicono dello spreco che si è fatto hanno lasciato che le cose prendessero il loro corso per poi fare delle critiche a lavori compiuti. Certo anchio vorrei che la piazza fosse come allora ma pensateci non ci sarebbe qualche costruttore che vedrebbe di buon occhio la costruzione di un qualsivoglia manufatto?
Postato da piccolakay, il 06-10-2008 16:33.
3. Che bella...
Che meraviglia questa cartolina!!Se penso a quella cosa disgustosa,inguardabile ed inutile che sorge ora su quella piazza provo solo una grande rabbia!!che disastro che è stato fatto,spero che almeno se ne stiano rendendo conto!!
Postato da Rinaldo, il 06-10-2008 13:24.
4. Come era bella......
Come era bella la "nostra" piazza della Stazione un tempo quando era luogo di incontro per i Novesi che a piedi potevano godere dell'ombra dei grossi cedri del libano antistanti l'edificio delle F.S., oggi di quella bellezza non rimane più nulla, perchè chi ha fatto scelte drastiche di trasformazione del centro della città non ha consultato gli abitanti novesi, magari proponendo due o tre soluzioni architettoniche attraverso un piccolo referendum popolare?.