Da poche settimane la novese Manuela Repetti è stata eletta onorevole per il PdL di Berlusconi. Non dimenticandosi però di novionline, ci ha inviato un suo articolo che con piacere pubblichiamo.
"Più sicurezza, più giustizia" è stato uno degli slogan del Popolo della Libertà in quest'ultima campagna elettorale.
Non soltanto uno slogan ma un imperativo come risposta a uno dei problemi più sentiti tra i cittadini italiani.
E ormai è chiaro che l'insicurezza non è connotata solo a destra, come molti invano inizialmente hanno tentato di far credere.
La paura di sentire minacciata la propria tranquillità e quella dei propri famigliari appartiene a tutti, da destra a sinistra, dai ricchi ai poveri, dalle città alle periferie.
I reati sono in aumento e, inutile nasconderlo, questo surplus di reati è commesso per la maggior parte da stranieri in gran parte clandestini.
Altrettanto vero è che accanto alla sensazione di insicurezza cammina parallela quella della perdita della propria identità storica e culturale.
Credo infatti che il problema sicurezza sia legato indissolubilmente anche all'identità culturale del proprio paese: tanto più è forte, tanto più la sensazione di protezione è alta.
Il che non significa blindarsi chiudendo le porte allo straniero, al culturalmente e religiosamente diverso.
Il problema è un altro: ho letto recentemente l'ultimo libro di Tremonti che ho trovato geniale nella sua analisi che lega la crisi economica mondiale a quella dei valori e dell'identità europea.
Credo sia utile riflettere anche sulla questione sicurezza e immigrazione con le parole di Tremonti che qui riporto: "Se il ‘noi' non viene marcato, ma all'opposto viene obliterato e censurato, finisce che tutto è ‘altro' e niente è ‘noi'; all'inverso, perché esista un ‘altro' deve esistere un ‘noi'."
Rimarcare la propria identità e dunque le proprie radici cristiane significa tornare ad essere protagonisti attivi e non passivi della storia, della nostra storia.
Una solida identità culturale di un paese che valorizza le preprie tradizioni è utile anche alla vera e piena integrazione degli immigrati stessi.
Il governo Berlusconi saprà ristabilire la sicurezza con una immigrazione più controllata, con l'espulsione immediata dei clandestini, dei nomadi che non dimostrino di autosostenersi legalmente, con l'inasprimento delle pene per reati gravi, con la garanzia della certezza delle pene....ma a tutto ciò si dovrà affiancare la valorizzazione delle nostre radici cristiane e delle nostre tradizioni imponendo un'integrazione reale e non fittizia di chi, per varie ragioni, viene nel nostro paese, che non significa cancellare la memoria altrui ma al contrario ridare forza alla nostra per poter confrontarsi con le altre.
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