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E' uno dei nostri CON LA VESPA IN CAPPADOCIA |
| Scritto da Hermes | |
| mercoledì 27 luglio 2005 | |
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Roberto Ferraris non è nuovo a viaggi del genere, in quanto reduce da viaggi in Scandinavia, Portogallo e Gran Bretagna tutti rigorosamente in sella al suo inseparabile scooter anche se, come dice lui stesso “ ogni volta è come fosse la prima, sempre un’avventura”; non può essere diversamente in quanto questo tipo di viaggi presentano sempre non poche incognite a cominciare dalla funzionalità del mezzo che comunque, anche in questo viaggio, non ha tradito.
D come ti sei sentito quando arrivato nei pressi della strage,hai visto lo scempio? R guarda, inizialmente abbastanza scosso, soprattutto quando ho visto il via vai delle persone che depositava fiori sul luogo dell’accaduto, poi però mi sono uniformato alla dignità e compostezza delle persone nella volontà di riprendere la vita normale. D e il resto del viaggio come è andato? R tutto è andato per il meglio, grazie anche alla grande disponibilità e cortesia di tutte le persone che ho incontrato. Inoltre nessun problema al mezzo che si è comportato ottimamente,e il tempo è stato clemente. D cosa ti ha colpito di più della Turchia? R purtroppo il grande numero di persone in estrema difficoltà economica che vive di aiuti e offerte di amici e famigliari. E’ un paese comunque in forte sviluppo economico che si sta impegnando moltissimo per riuscire ad entrare nella Comunità Europea. In questi termini hanno forte difficoltà a causa del loro sistema politico, in parte gestito ancora dai militari, sono moltissimi i detenuti politici e vige ancora il reato d’opinione. D secondo te questo paese presenta dei rischi per un turista che si propone di visitare zone al di fuori dei soliti itinerari omologati? R assolutamente no, può impressionare un eccessivo calore da parte delle persone che può essere interpretato come una sorta di invadenza, può impressionare il degrado urbanistico che si presenta nelle zone minori del centro del paese, tutto mitigato dalla cordialità degli abitanti. L’unica cosa che ritengo pericolosa è la circolazione stradale, circolano spesso automezzi contromano, altri la notte senza fari, insomma c’è una libera interpretazione del codice stradale. D ricordi qualche episodio particolare? R quasi tutte le volte che mi fermavo a fare benzina, mi veniva offerto immancabilmente del tè oppure frutta su un piatto, una tradizione da loro molto sentita. Spesso la gente che incontravo mi invitava a dormire gratuitamente. D come viene vista la donna in un paese in grandissima parte musulmano? R a quanto ho visto la donna ha grande libertà di scelta nel vivere la propria religione, ho notato moltissime ragazze vestite all’occidentale, ad eccezione del velo, altre completamente coperte in abito nero con una sola fessura per gli occhi. L’uomo turco è molto maschilista e la donna tende a essere messa da parte.
R per ora no,mi godo la soddisfazione di questo…. |
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