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Regione Piemonte
DIECIMILA ALLOGGI ENTRO IL 2012
Scritto da Novionline   
lunedì 03 luglio 2006
 

altDiecimila alloggi entro il 2012: questo l’obiettivo del programma casa predisposto dall’Assessorato Politiche Territoriali Sergio Conti  (foto) che verrà entro breve approvato dalla Giunta, e trasmesso al Consiglio regionale per la ratifica.

“Si tratta – spiega l’assessore alla pianificazione territoriale Sergio Conti – di un programma ambizioso ma realistico, messo a punto tenendo conto di un approfondito esame delle esigenze abitative, in particolare delle molte famiglie a basso reddito che non hanno la possibilità di accedere al libero mercato dell’affitto, degli anziani che oltre ad avere il diritto di ottenere un’abitazione confortevole necessitano di servizi accessori di supporto e dei giovani che purtroppo in moltissimi casi non hanno possibilità di comprare casa visti i prezzi proibitivi del mercato e la precarietà del lavoro. Complessivamente la Regione prevede un esborso finanziario di oltre 700 milioni di euro in sei anni, suddiviso in tre bienni: circa 280 milioni per quattromila alloggi nel primo biennio, circa 260 milioni per tremilaquattrocento alloggi nel secondo biennio, e circa 190 milioni per duemilaseicento alloggi nel terzo biennio”.

Il programma ha come obiettivo prioritario l’offerta di alloggi a canone sociale e canone calmierato. Il piano prevede la realizzazione di diecimila unità abitative così ripartite: circa seimila in edilizia sovvenzionata, duemila in edilizia agevolata, millesettecento rivolte ai giovani e trecento rivolte agli anziani (solo per il primo biennio).
Per meglio rispondere alle esigenze sociali, i programmi attuativi del piano dovranno articolare i contributi in relazione ai redditi degli assegnatari. Si prevede, perciò, di attribuire risorse a fondo perduto, utili a coprire massimo il 90% del costo totale di intervento, agli operatori che intendono porre sul mercato alloggi da locare a canone sociale, destinati ai cittadini in possesso dei requisiti previsti per accedere all’edilizia sovvenzionata. Si prevede inoltre di attribuire un contributo pari massimo al 35% del costo totale dell’intervento edilizio per gli operatori che realizzeranno alloggi da assegnare in locazione permanente alle famiglie che hanno i requisiti per accedere all’edilizia agevolata. Per l’assegnazione di tali alloggi sono state individuate due differenti fasce di reddito, al fine di consentire, anche alle famiglie meno disagiate, di accedere alla locazione agevolata. In quest’ultimo caso è prevista la possibilità di riscattare in un tempo successivo l’alloggio.
Tutti gli interventi programmati sono rivolti prioritariamente al recupero dell’esistente; a tale fine, le risorse saranno attribuite con priorità agli Operatori che proporranno il riuso di fabbricati, attraverso interventi di risanamento e ristrutturazione edilizia o urbanistica. È previsto per questo il riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dal recupero, incrementando il contributo attribuibile per ogni alloggio nella realizzazione degli interventi di edilizia sovvenzionata e di edilizia agevolata. Si prevede inoltre un meccanismo premiale per quei soggetti che realizzano interventi di recupero in edilizia sovvenzionata, attraverso un contributo aggiuntivo per finanziare un piano di manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà.
I soggetti attuatori dell’edilizia sovvenzionata sono i Comuni per gli interventi di recupero e le Agenzie Territoriali per la Casa per gli interventi di recupero e nuova costruzione; i soggetti attuatori dell’edilizia agevolata sono le Cooperative edilizie, le imprese di costruzione e i loro consorzi, le Agenzie Territoriali per la Casa per gli interventi di recupero e nuova costruzione, i Comuni per i soli interventi di recupero. {mospagebreak}
Parallelamente alla realizzazione di alloggi per famiglie a basso reddito si svilupperanno due programmi speciali. Il programma giovani, con il quale, per agevolare l’accesso alla prima casa per le persone con età fino ai 35 anni alla data di pubblicazione del bando, si ritiene di intervenire, con un contributo a fondo perduto di € 12.500 per alloggio, per il recupero della prima abitazione, e si prevede un’ulteriore sostegno attraverso la concessione di una garanzia, limitata nel tempo, sull’importo di mutuo eventualmente contratto per la copertura dei costi di recupero dell’alloggio. La precarietà del mondo del lavoro, specialmente per i giovani, costituisce uno dei principali ostacoli all’accesso al credito bancario, pertanto la garanzia è principalmente diretta a coprire i periodi che intercorrono tra la cessazione di un’attività e l’avvio di un nuovo lavoro. Potranno partecipare al bando i residenti di tutti i Comuni Piemontesi.
Il programma anziani che prevede la realizzazione di alloggi da concedere in locazione permanente a persone con più di 65 anni alla data di pubblicazione del bando. Gli interventi possono essere attuati dai Comuni e dalle Agenzie Territoriali per la Casa ed essere destinati ai soggetti in possesso dei requisiti soggettivi per accedere all’edilizia sovvenzionata. Possono altresì essere realizzati dalle Cooperative edilizie a proprietà indivisa ed essere destinati a nuclei famigliari il cui reddito rientra nei limiti previsti per accedere all’edilizia agevolata in locazione permanente. Gli interventi costruttivi possono essere realizzati in tutti i Comuni del Piemonte; devono essere localizzati in ambiti urbani caratterizzati da un adeguato sistema di supporti sociali ed assistenziali (pubblici, privati, del terzo settore e del volontariato) e prevedere al proprio interno spazi destinati ad attività di interesse comune a supporto dei residenti nell’edificio. {mospagebreak}
Il programma si pone l’obiettivo di minimizzare i consumi dell’energia e delle altre risorse non rinnovabili e favorire la compatibilità ambientale degli interventi, pertanto la progettazione e la realizzazione dovranno favorire l’uso di fonti energetiche rinnovabili, e di materiali eco-compatibili, al fine di incentivare la realizzazione di interventi che rispondano ad uno sviluppo sostenibile. Per tale finalità, è previsto un contributo ulteriore del 10% rispetto al contributo massimo erogabile, esclusivamente a riconoscimento dei costi aggiuntivi per la realizzazione di edilizia sostenibile, e la possibilità di realizzare sinergie con altre strutture regionali per concorrere all’ottenimento di specifici contributi.
Inoltre al fine di dare attuazione ai processi di riqualificazione delle aree urbane e anticipare i tempi di attuazione degli interventi, si ritiene utile finanziare studi di fattibilità sulla trasformazione ed il riuso di parti del territorio. Gli studi potranno essere presentati dai Comuni con popolazione superiore agli 8.000 abitanti, dai Comuni convenzionati e tra loro confinanti, per una popolazione complessiva di almeno 8.000 abitanti, ovvero proposti dalle ATC provinciali a detti Comuni. Gli studi di fattibilità dovranno riguardare aree urbane di trasformazione a prevalente destinazione residenziale, prevedere il coinvolgimento della popolazione residente, comprendere un piano finanziario degli interventi che ponga in campo le risorse pubbliche e private dedicate alla sua attuazione, individuare i soggetti coinvolti e gli interventi di edilizia residenziale pubblica per i quali verrà richiesto il finanziamento nel biennio successivo. Inoltre, dovranno dimostrare l’organicità delle scelte proposte, evitando interventi non coordinati con il contesto territoriale e con le scelte urbanistiche. Gli studi di fattibilità costituiranno strumento per l’attribuzione in via prioritaria, delle risorse del piano casa, riferite al biennio di finanziamento successivo a quello di presentazione degli studi stessi.


   
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