
Per Tottina.
Hai posto il problema della tolleranza parlandoci della musica ma mi pare che la questione vada oltre.
Mada e Vercingetorige hanno espresso le loro opinioni, anch'io vorrei dire alcune cose.
Personalmente non uso volentieri la parola "tolleranza" perchè, a mio avviso, contiene già qualcosa di negativo, come a dire "ci sei, sarebbe per me più facile se tu non ci fossi...ma ti tollero".
Per tutta una serie di eventi personali che ti risparmio sono, oggi, capace di non vedere differenze tra le persone, dalla più semplice: il colore della pelle, alla più complessa: la cultura di appartenenza.
Non so ancora se approdare a questa spiaggia sia una risorsa del tutto positiva ma ti posso assicurare che vivo serena soprattutto per il fatto che ho capito che, se non bisogna essere razzisti, non bisogna neppure essere razzisti all'incontrario.
E mi spiego.
Nei limiti dell'umano comportamento cerco di non essere di disturbo a nessuno.
Nei limiti dell'umana accettazione non suono campanelli dei vicini per far abbassare il volume di radio e TV, e a prescindere dalla provenienza delle persone.
Però davanti a musiche perenni (siano arabe o di italica provenienza) io avrei già tentato col sorriso le prime volte e più decisamente dopo.
Ma dal tuo ultimo commento si comprende che è ben più grave la situazione.
Quindi ti chiedo: se dalla finestra invece che un magrebino si affacciasse un italiano per dirti di rientrare o allontanarti, limitando di fatto la tua libertà, tu come ti comporteresti?
Se per "quieto vivere" anche se fosse un italiano, tu preferissi, diciamo così, chiudere un occhio....allora la tolleranza non centra più, oso una parola grossa e dico omertà o meglio "ti fai i fatti tuoi".
Se invece il problema si pone solo perchè chi ti "invita" ad allontanarti e un extracomunitario o comunitario non gradito oso una parola grossa e dico che è razzismo.
Io ritengo che l'illegalità non abbia nazionalità e che non abbia come aggravante nè come attenuante, la provenienza.
Ecco che, così ragionando non dobbiamo più porci il problema della tolleranza, se siamo tutti uguali per tutti, ugualmente devono contare e valere le stessi leggi.