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Re:Che aria tira, oggi? (1 in linea) (1) ospiti
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Discussione: Re:Che aria tira, oggi?
#5098
mada (Moderatore)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/18 15:19 Karma: 104  
Ma era Verci o era un razzo?
Che pazzo quel ragazzo
a ricordarsi di passare
anche solo per salutare
per tornare nell'oblio
senza neanche un mormorio.
E volando qua e là
qualche testata ce la darà!
Buon week end Verci
grazie mille, merci (licenza poetica).
 
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#5113
mada (Moderatore)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/19 17:58 Karma: 104  
Oggi tira aria di...riforma. Per chi? Per la scuola. C'è un disegno (o uno scarabocchio) di legge su cui già si sentenzia.
A parte il fatto che anche la sottoscritta ne parla sulla _base_ di ciò che ha letto sugli organi di stampa, visto che non lavora al ministero e che quindi non ha visto il disegno in questione, quello che viene anticipato mi ha già fatto arrabbiare (o inalberare come direbbe Verci).
Partiamo dal fatto che la proposta ha ricevuto adesioni bipartisan (scusate la diffidenza ma quando sento la parola "bipartisan" mi viene voglia di pararmi le terga e di mettermi costantemente spalle al muro) purtroppo la cosa non mi piace, sarà un mio limite, ma non mi fido dei progetti graditi da tutti.
Fatta questa premessa, vi dirò che una proposta che viene presentata come il mezzo per eliminare il precariato con il risultato di trasformare i precari in disoccupati, non mi sembra l'uovo di Colombo, tanto meno per i precari.
Andiamo avanti: eliminazione dei concorsi e delle graduatorie, gli insegnanti assunti direttamente dai Presidi e dai Consigli di Amministrazione (what? ammistrazione de che? del nulla?)in _base_ alle competenze, ai titoli, in riferimento ai progetti dell'offerta formativa. In Italia? Avete presente cosa vuol dire? Vuol dire che se non conoscete nessuno, anche essendo il migliore insegnante del mondo, non lavorete mai.
Siamo mica la Gran Bretagna o i Paesi Scandinavi dove un modello del genere può funzionare benissimo, qui, non scordiamocelo, siamo nella patria di sua eccellenza la RACCOMANDAZIONE.
Esempio calzante. Quando mi sono laureata io (nel Giurassico) chi aveva qualcuno che lo piazzava nelle scuole private o parificate a far punteggi, anche se era un asino che aveva una votazione di laurea inferiore alla tua, ti passava davanti con il punteggio fatto grazie alla raccomandazione che lo aveva piazzato lì.
E' sempre stato così, ti puoi immaginare cosa sarebbe se Presidi e C.d.A avessero in mano questo potere, sarebbe un delirio, altro che mani pulite.
Non basta, altra bella novità, gli insegnanti non dovrebbero più essere dipendenti pubblici ma professionisti. Ora già ci pagano una miseria (e continueranno così), l'unica cosa positiva della nostra posizione è essere dipendenti pubblici, ora più neanche questo.
Professionisti e professioniste (perchè il secondo mi suona così tanto da markette, mah?)
Iter formativo allungato: tre anni + due + due di tirocinio in cui si può essere adoperati per supplenze (naturalmente gratis), dopo i quali peregrinazioni presso le scuole per farsi conoscere, apprezzare e possibilmente assumere con i fondi della scuola.
I fondi della scuola? Ma quali fondi? Se il Ministero taglia e non manda finanziamenti alle scuole con quali fondi la scuola assume?
Le scuole possono diventare fondazioni e raccogliere finanziamenti dai privati.
Infatti c'è la coda fuori dalle scuole di ricchi privati che vogliono finanziare l'istituto con donazioni di decine e decine di migliaia di euro (per pagare gli insegnanti non bastano gli spiccioli che passano generosamente le banche).
Mi fermo perchè l'aria è ammorbata di anidride carbonica che espello con il nervoso.
Rispondo ai signori che hanno fatto questa bella proposta: venite a trovarmi, vi porto io in una scuola e vi spiego un sacco di cose che non sapete.
Consiglio di Amministrazione...prendo in prestito una frase di Totò: ma mi facci il piacere!
 
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#5114
camelot (Utente)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/19 20:24 Karma: 104  
Scusa Mada, dovrò essere molto più telegrafico del solito, perché con tutta la CO2 che hai prodotto tira un'aria inquinatissima...
Mi pare che la pseudoriforma della scuola faccia il paio con quella dell'università (di cui ho già scritto, per cui mi e vi risparmio ripetizioni).
Da quanto riporti nel tuo post, mi pare che l'attuale Governo abbia declinato, in modo invero originale, il riferimento all'era della conoscenza ed alla meritocrazia, cui informare il futuro assetto delle istituzioni scolastiche.
Trasformazione in fondazioni, finanziamento privato, istituzione dei CdA, scelta (per definizione discrezionale) dei professori, ops professionisti, e simili sono indubbiamente soluzioni che pongono al centro del sistema conoscenza e merito.
Certo, non conoscenza e merito qualsiasi: conoscenza di chi, piuttosto che di che cosa, per entrare nel giro e merito creditizio, piuttosto che educativo e formativo, per ottenere buoni voti.
Si tratta di concezioni se vogliamo un po' discutibili, ma finalmente chiare e trasparenti.
E poi vorremo mica fare il solito trito discorso secondo cui si sta parlando di funzioni e servizi pubblici e non della produzione e commercializzazione di beni di consumo? O quell'altro secondo cui l'educazione dei nostri giovani non è una merce come le altre?
Ormai siamo in una nuova era, quella in cui si fa il piano industriale della pubblica amministrazione e, quindi, si può fare anche il piano commerciale della pubblica istruzione.
Se poi, a forza di ossimori, l'istruzione sarà meno pubblica e neppure tanto istruttiva, pazienza: l'economia è in crisi e a qualcosa bisogna pur rinunciare.
 
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Ultima Modifica: 2008/07/19 20:27 Da camelot.
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#5115
mada (Moderatore)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/20 09:05 Karma: 104  
Oggi tira aria...bonificata, anzi messa in sicurezza, grazie ad una diaframma plastico che ne contiene la velenosità, anche se essendo un provvedimento per arginare, qualche falla c'è comunque ed iniziano già filtrare gas ammorbanti.
Pseudo, dici bene carcam, non solo pseudo ma irrealizzabile e che resterà solo sulla carta questa riforma.
Almeno questo è quello che spero, se da disegno attraverso i pennelli perversi del legislatore dovesse diventare un quadro (legge) credo che si scatenerebbero proteste, manifestazioni e scioperi (a meno che gli italiani si siano proprio bevuto il cervello).
L'ironia che traspare dal tuo commento, venata anche da una certa malinconia per i tempi e le tampe, fa il paio con il mio imbufalimento di ieri, le prese in giro ci danno fastidio, vero?
Individui nella trasparenza e nella chiarezza un elemento positivo, infatti hanno buttato la maschera (a parte nasi finti, posticci, trapianti, cerone nella piena tradizione dei guitti) e la cosa chiara ed inequivocabile è che della scuola, e più per esteso dell'educazione non gliene frega niente (ma che Manzoni, che Romolo e Remolo, ci vogliono le tre I: ignoranza, idiozia, imbecillità, così poi da grandi gli racconti quello che vuoi, per esempio che Ronaldino te l'hanno regalato, anzi era dentro le patatine come sorpresa).
Commercio ergo sum, peccato che tra poco saremo al baratto, già iniziamo ad arabattarci, e quindi faremo un piano commerciale dell'istruzione facendo dei mercatini dell'usato vendendo computer vecchi, armadi scassati, arredi male in arnese, stile "cantarà e catanaj" (alla tortonese).
E' vero l'economia è in crisi, rinunciamo pure all'istruzione e all'educazione, forse da ignoranti la crisi si sopporta meglio, magari ti dicono che non c'è e tu pure ci credi.
 
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#5117
camelot (Utente)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/20 13:05 Karma: 104  
Cara Mada,
condivido, come emerge chiaramente dal mio precedente intervento, volutamente ironico, la tua valutazione dell'ipotesi riformatrice avanzata dal Governo e la tua speranza circa il suo opportuno naufragio.
Le premesse, tuttavia, sono tutt'altro che rassicuranti e non lasciano presagire nulla di buono.
Non mi preoccupo tanto della sorte di chi, come noi, è impegnato quotidianamente nell'attività educativa e formativa dei nostri ragazzi.
Mi preoccupo di più, anche se capisco che a molti possa interessare poco, per le migliaia di giovani che, perseguendo una missione di vita (il buon insegnamento è innanzitutto questo), decidono di trascorrere lunghi ed incerti periodi di collaborazione pressoché gratuita e di precariato per accedere ai ruoli dell'istruzione e dell'università. E che rischiano, a fronte di una siffatta riforma, di essere espulsi brutalmente dal sistema.
Ma mi preoccupo, soprattutto, del futuro dei nostri ragazzi, i quali rischiano di acquisire titoli di studio, magari a più buon mercato, che però non gli consentiranno di essere all'altezza del loro ruolo di domani. Già oggi per posizioni chiave nelle principali aziende del Paese vengono spesso preferiti giovani formatisi all'estero. E non solo in USA e Regno Unito, ma anche in Paesi sinora considerati in via di sviluppo come l'India. Paesi dove da tempo per l'istruzione e la ricerca, tra finanziamenti pubblici e privati, si spende molto più che in Italia in rapporto al PIL.
Certo, dev'essere una spesa efficiente, orientata verso la qualità sia dell'istruzione che della ricerca, e, quindi, ogni intervento di riforma che contribuisca a migliorare la funzionalità e i risultati in questi settori va salutata positivamente.
Ma non è smantellando un sistema, soprattutto senza averne in mente uno alternativo e valido, che si potrà ottenere maggiore efficienza. Nella migliore delle ipotesi si potrà ottenere un risparmio di risorse finanziarie pubbliche, che tuttavia è un'altra cosa. E che, oltretutto, in un sistema economico come quello italiano, caratterizzato dal 95% di imprese con meno di 5 addetti, non potranno, neppure lontanamente, essere sostituite o anche solo integrate efficacemente da risorse private.
Se si vuole offrire una prospettiva ai nostri ragazzi e al Paese, in un contesto che, ci piaccia oppure no, sarà sempre più globalizzato e quindi altamente competitivo, occorre favorire lo sviluppo e non indurre l'involuzione di settori strategici come la scuola e l'università.
Su un tema come questo non sono in gioco gli interessi di qualcuno: sono in gioco gli interessi di tutti e di ognuno.
 
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#5125
mada (Moderatore)
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Re:Che aria tira, oggi? Inviato il 2008/07/20 18:39 Karma: 104  
Oggi tira aria di... ribellione.
Eh no, non si può sentire delle cose così e stare zitti, urge esprimersi e con vigore.
Gli ultimi miei post, seguiti da quelli di Camelot, erano sulla proposta di legge sulla riforma della scuola ed un attimo fa sento al tg (non importa quale, tanto ormai sono tutti uguali) una dichiarazione che dice:"In autunno il federalismo e poi la riforma della scuola perchè (eh? cosa?) non possiamo far martoriare i nostri figli da insegnanti che non sono del nord".
Mi esce un grugnito che proviene da una parte molto profonda di me...basta non ne posso più di sentire tutti i giorni delle "robe" (termine milanese quindi non all'Indice) di questo genere!
Non ne posso veramente più!
MA E' QUESTO IL PROBLEMA PRINCIPALE DELLA SCUOLA ITALIANA?
MA GLI INSEGNANTI BRAVI NON SONO TALI A PRESCINDERE DALLA PROVENIENZA GEOGRAFICA?
MA "MARTORIARE" E' UN VERBO ADATTO AD ESPRIMERE UN CONCETTO DI QUESTO GENERE?
MA...GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!
SONO VERAMENTE E PROFONDAMENTE INDIGNATA!
PRIMA LA STORIA DELLA "CLOACA" POI QUEST'USCITA INQUALIFICABILE, SE LA LA CLOACA , E QUELLA MAXIMA INTENDIAMO, C'AZZECCA QUALCOSA, CENTRA CON LA SITUAZIONE DI QUESTO PAESE.
Torno al minuscolo...ma mi prudono le mani.
Dico solo un'ultima cosa per concludere e poi vado a prendere a pugni il saccone da boxe che ho in camera da letto: notate bene che il signore che esce con queste trovate geniali, è coniugato (torno al maiuscolo) CON UN'INSEGNANTE (EX) DI PROVENIENZA MERIDIONALE D.O.C. CHE INSEGNAVA IN UNA SCUOLA RELIGIOSA A MILANO. UNA DONNA (CON CROMOSOMI CHIARAMENTE NON PADANI) CHE HA DATO AL SIGNORE IN QUESTIONE DEI FIGLI E CHE LO HA ASSISTITO NELLA MALATTIA (che tutti sanno provocata da un incidente in camera da letto con nota soubrette).
Il signore dovrebbe baciare la terra dove cammina la sua consorte e dovrebbe essere il primo e il più indicato a capire che la qualità di una persona, sia essa un insegnante o altro, non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con la sua provenienza geografica.
 
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