
Come ha detto mada, forse fai riferimenti personali?
Prima di risponderti ho riletto tutti i commenti e non ho intravisto posizioni rigide e mi pare che nessuno ti abbia dato della razzista.
Io ho usato e osato parole forti ma in un contesto aperto, conseguente a scelte individuali magari personalmente non condivisibili ma comprensibili in quella che io definisco la conduzione della vita basata sul "quieto vivere".
Ti posso dire che per alcuni anni ho fatto i corsi di alfabetizzazione per stranieri in una scuola statale, di conseguenza sono entrata in contesti culturali molto diversi, ho avuto la fortuna di avere un dirigente scolastico che accettava anche chi non aveva il permesso di soggiorno e questo equivaleva ad essere in prima linea perchè non tutti i partecipanti arrivavano... dalla Bocconi (per quanto dire che chi arriva dalla bocconi non è detto che valga da garanzia..)
E la scuola era in un quartiere che somigliava molto al nostrano lombardo "Quartoggiaro"
Per contro ho insegnato ad adulti italiani che non si/mi facevano.. mancare nulla.
Ma il metro era lo stesso, quello che non consentivo ai primi non consentivo ai secondi.
Però voglio anche dirti che:
le parole forti come razzismo e omertà non devono offendere nè scandalizzare nessuno, nè chi lo è tantomeno chi non lo è.
Ciascuno di noi ha i propri coraggi e le proprie paure che vanno riconosciuti ed accettati.
Forse è proprio dall'accettazione di come siamo che parte il processo di uguaglianza a cui ha fatto cenno Camelot, se tu sapessi quanti stranieri sono razzisti! (... mia madre, napoletana veracissima...non si perdeva l'occasione di fare qualche considerazione non proprio egalitaria sui calabresi o siciliani, a dimostrazione che c'è sempre un Sud più a sud!...)
Ti saluto e ti lascio con una battuta: ho pensato, a volte come deve sentirsi un senegalese o un magrebino su una spiaggia di Rimini, dove sono tutti bianchi.....gli spaventati dovrebbero essere loro ed invece....