
...e prendendo spunto da Camelot, aggiungo che ho usato le parole "omertà" e "razzismo" nei miei commenti a Tottina in modo provocatorio, nella speranza che si arrivasse alla considerazione espressa da Camelot: "tutto è relativo".
E' chiaro che si apre uno spazio di discussione che sembrebbe esulare dall'incipit iniziale ma che, a mio parere, invece sarebbe molto utile affrontare perchè inerente agli atteggiamenti e ai comportamenti nostri e degli altri, che ciascuno di noi a volte "liquida" con una parola.
Se abito a Scampia e vedo una persona che spaccia e non la denuncio, è pacifico e condiviso da tutti che sono omertosa.
Se abito ai Parioli e vedo una persona che passa bustine di polvere bianca ad un altro posso pensare che si stiano passando del borotalco per il dopobagno o che sia droga, ma se non li denuncio sono omertoso o mi sto tutelando nella mia sicurezza personale?
Per cui, il termine "omertà", contiene tra le sue accezioni anche una valenza positiva?