Buon Giorno a tutti (1 in linea) (1) ospiti
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Discussione: Buon Giorno a tutti
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 13:29
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A mio avviso le sue considerazioni sarebbero sì state condivisibili, ma molto tempo fa. Ormai Novi è assolutamente integrata nel panorama produttivo "padano". Ci sono grandi imprese come la Campari che si insediano, l'ILVA continua ad assumere, fa addirittura record di produzione, mentre a Genova la stessa azienda è in gran parte smantellata e addirittura manda i genovesi a lavorare nello stabilimento di Novi. Per non citare l'IP che a Genova dava migliaia di posti di lavoro e ora se va bene avrà 20-30 dipendenti, o l'Unicredit che a Genova ormai non ha nemmeno più la sede legale. Tutto ciò per dire che Novi economicamente è venuta su nel dopoguerra con le proprie forze, e oggi non ha bisogno di Genova, fortunamente. Semmai è Genova che ha bisogno del retroporto in pianura per far sviluppare il proprio porto. Anche perchè è il porto ormai l'unico grande ambito produttivo rimasto. Tra l'altro, si parla di infrastrutture, ma vorrei ricordare che la Genova-Ventimiglia, ferrovia che collega la Francia all'Italia non è ancora nemmeno completamente a doppio binario. A fronte di una situazione simile, per tutti i motivi del mio precedente messaggio, difficile che avere una ipotetica provincia in più (l'ennesima nuova provincia italiana) giustifichi un cambio di regione. Se lo scenario economico-politico (grazie al federalismo) dovesse cambiare, se ne potrà discutere in futuro, sulla _base_ di motivazioni ben più forti.
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f.noceti (Utente)
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 13:52
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Cero, queste considerazioni sono un pesante macigno sulla possibilità di far rincontrare due comunità.
Mi permetto di esprimere di esprimere alcuni dubbi sull'utilità di avere l'ILVA e non volere un retro porto che senz'altro verrà costruito. anzi, direi che proprio l'ILVA è l'esempio di quelle strutture che Genova si è levata dai piedi per mandarle ad inquinare da un'altra parte, in un'altra regione ed il fatto che sia finita proprio lì, rafforza ilc concetto di simbiosi che esiste fra le due realtà. Credo che, anche a livello di prestigio, ci sia una netta differenza fra il diventare sede di una sede distaccata o, tramite la ricchezza che una più stretta e diretta collaborazione potrebe derivare, divenire ciò che la Liguria (Olregiogo incluso) era un tempo, la sede strategica del comemrcio fra Europa e Mondo.
Condivido l'analisi che fa riguardo l'importanza che Novi riveste per Genova, la quale forse è oggi maggiore di quella che si riscontra in senso opposto. Ciò non significa che non esiste un'importnza strategica di Genova per Novi.
In ultimo vorrei proporle una riflessione, mi conceda la divagazione, filosofica. Ritengo che essere importanti per qualcuno costituisca un vantaggio e non un fardello. La liguria non può farcela senza l'Oltregiogo, questo è palese quanto è palese che l'Oltregiogo non è solo Novi ed entrambe rischiano di perdere, sotto i coli della colonzzaizone industriale e politica, la loro identità storica e culturale che, seppure non drettamente legate al benessere economico, rappresentano un non trascurabile elemento nella vita (e nella sua realizzazione) di una società.
P.s. ad inciso cultura e tradizione non significano provenienza o razza, so che sono precisazioni atipatiche e personalmente le ritengo inutili ma al giorno d'oggi è sempre meglio farle in determinati discorsi, usati spesso (da altri) impropriamente.
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 14:19
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Mi permetto di fare presente che a Novi esiste l'acciaieria dal 1900 (al tempo detta "ferriera"), quindi non è certo un'eredità arrivata da qualche altre parte. L'unità produttiva attuale si occupa di laminati, quindi inquina in modo contenuto rispetto all'ex stabilimento a caldo di Cornigliano. E da moltissimi posti di lavoro. Sul piano filosofico ognuno può avere le più disparate opinioni, ma non ho ben chiaro a cosa si riferisce con "colonizzazione politica"?
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camelot (Utente)
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 15:34
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Privo del livello di competenza dimostrato in materia nei post che precedono, mi chiedo se in una fase di crisi economica e di emergenza dei conti pubblici come l'attuale non sia più ragionevole ipotizzare, anziché una onerosa Provincia in più (quella novese annessa alla Liguria), una economica Regione in meno (riprendendo l'idea, lanciata alcuni mesi fa, di fondere Piemonte e Liguria in una sola macro-Regione)...
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f.noceti (Utente)
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 17:29
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Bè, direi che potremmo anche eliminarle tutte le province e le regioni, risparmieremmo un sacco di soldi.
Per colonizzazione politica si intende la legge Rattazzi che ha tolto l'autonomia decisionale all'Oltregiogo in favore di Alessandria e che è stata il primo passo, quella industriale padana è il secondo. Novi, come Genova ha, per le sue caratteristiche logistiche, una vocazione mercantile. Un'industria può essere fatta anche a Pavia o Torino, un porto no e neppure un retroporto, laddove retroporto non significa colonizzazione infrastrutturale ma reale opportunità di lavoro e di insediamento di piccola e media impresa, non di sola colonizzazione da parte di grandi gruppi industriali che relegano una società ad annoverare fra i suo membri solo operai e quadri.
Attorno ad un porto, invece, c'è un'economia ed attorno ad una realtà portuale che si pone come leader del Mediterraneo (parlo del sistema portuale ligure) la possibilità di costruire una società con un alto livello di benessere e specializzazione.
La condanna del porto di Genova dal 1815 ad oggi (lo spiega bene Renzo Piano nel libro di presentazione del suo "affresco") è stata quella di passare dallo status di porto mercantile a servizio della Mittel Europa(ed oggi le possibilità sono molto maggiori) a quello di porto di servizio delle aziende del nord Italia.
Possiamo quindi scegliere di tenerci due città di operai e camalli, per carità ogni lavoratore deve essere rispetatto ed ogni mestiere onorato, oppure dare l'opportunità ai nosri figli di vivere in una regione che è in grado, grazie alla sua coesione (e non all'annessione di una da parte dell'altra) di creare e gestire ricchezza, avendo bisogno sì di manodopera specializzata ma anche di figure professionali di più alto livello e che quindi dovrà provvedere ed in modo efficace ad una adeguata istruzione. Se si creano le condizioni per uno sviluppo, con impegno esso si può ottenere e raggiungere alte vette, se le condizioni mancano, anche con tutta la buona volontà non si andrà da nessuna parte e la Liguria (Genova con le Riviere e l'Oltregiogo) ha dalla sua la strategica posizione geografica (che è come dire metà dell'opera).
Per quanto riguarda il famigerato Limonte dico solo che è già stata intrapresa la via di una realtà politica Che includesse Piemonte e Liguria, nel 1815, per la Liguria è stata la rovina, per le storiche diversità di vedute e di concezione dell'economia e del commercio che vi sono fra Liguri e Piemontesi. I porti liguri caddero in rovina e videro ridursi (come già spiegato) i loro orizzonti terrestri dall'Europa alla pianura padana on un conseguente ridimensionamento anche dell'iportanza dell'oltregiogo da terra mercantile (seppure di passaggio) a terra rurale.
Perciò la scelta che hanno Novi e l'Oltregiogo è tra uno sviluppo economico mercantile ed uno industriale.
In ultima istanza vorrei ribadire che personalmente ritengo importante restituire l'antica dignità di provincia all'Oltregiogo ma allora, se proprio una nuova unità amministrativa è vista come ripugnante, perchè non pensare ad una unica provincia con una Genova sorella piuttosto che con una Alessandria matrigna?
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Re:Buon Giorno a tutti Inviato il 2008/11/09 17:55
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Legge Rattazzi, Alessandria matrigna, 1815? Novi e l'oltregiogo erano liguri 150 anni fa, non penso che il primo pensiero della popolazione vada a Genova madrepatria perduta. Forse lei non conosce nemmeno troppo bene la città e il circondario. Novi città operaia "colonizzata" dalla grande industria? Sì forse la era, ma fino agli anni 60-70. Novi è già città commerciale, basta fare un giro in centro per accorgersene, tra filiali di banche, negozi ed altri esercizi commerciali. Tra l'altro non scopro io che il terziario è già il maggior ambito produttivo della città. E basta fare un giro nelle aree industriali per vedere come sia abbondantemente presente la piccola e media impresa, a fianco degli grandi stabilimenti. Anzi, ormai è la piccola e media impresa che occupa maggior parte dello spazio di tali aree. Non vedo il motivo che dovrebbe portare Novi e l'oltregiogo ad abbandonare un'economia locale che ha ritrovato solidità per agganciarsi ed essere dipendenti a un massiccio sviluppo dei porti liguri che per ora non c'è affatto.
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