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Caro bruno, ho voluto prendermi un pò di tempo per risponderti, perchè i temi che tu solleciti impongono riflessioni accurate... e anche perchè Novionline è così frequentato, ultimamente, che non vorrei fare una figuraccia davanti a un mucchio di lettori... Volgio fare innanzitutto una riflessione di fondo su un tema che ti (ci) è caro, le barriere architettoniche: la legge che impone il loro abbattimento è, innanzitutto, una legge e come tale va rispettata. Inoltre, è una legge già vecchiotta. Non ho dubbi quindi che un comune come il nostro, e un Sindaco come Robbiano, avrà bene in mente il problema. Soprattutto sapendo che c'è in giro un "rompi" come te. E anche un poco come me. Quello che vorrei dire, a proposito di disabilità e barriere, è, credo, di portata un pò più ampia. Innanzitutto, siamo tutti "diversamente abili": c'è chi è più bravo, c'è chi è meno bravo, ad esempio. Io, per parte mia, sono Daltonico, e vivo in un sistema dove i colori sono molto utilizzati per dare indicazione, con qualche disagio. Quotidianamente mi presentano grafici a torta fatti con excel che non riesco a capire! Inoltre, ho due bambini, che non sono molto abili (non quanto io vorrei) a stare attenti alle macchine, e mi piacerebbe per loro, ad esempio, che a Novi le zone pedonali fossero davvero pedonali. A cominciare dai carabinieri che passano in via girardengo in macchina alle 6 di pomeriggio! Io credo che dobbiamo essere tutti capaci a vedere i problemi innazitutto dalla parte degli ultimi. Credo che avere un città a misura dei disabili sia il primo passo per avere una città a misura di anziani, di bambini, di CITTADINI. Credo che uno dei compiti, se non il primo, di un'amministrazione, sia la "promozione dell'agio". Innanzitutto, ovviamente, per chi è più a disagio. Cominciamo a togliere i gradini dagli uffici pubblici, dalle scuole, e togliamoli davanti e non dietro! E poi togliamo le auto dal centro (magari con quei dissuasori mobili che tante città hanno), togliamo le piazze alle auto e ridiamole ai ragazzi così che possano giocare a pallone liberi, magari inventandosi anche le regole (chi ricorda la pallastrada, magnificata da Benni?) e staccarsi da davanti alla TV. Un assessorato, una delega, ai problemi dei disabili può servire? Io credo di sì! Credo anche però che non bastino gli assessorati: prima di tutto ci vogliono gli assessori, ci vuole una persona che sappia quali sono i problemi dei disabili, e che li abbia a cuore. Non credo che basti istituire una delega, per risolvere qualcosa. Credo che in questi giorni il nostro sindaco stia facendo un lavoro fondamentale per la Città: deve scegliere una squadra, la giunta, che dovrà essere capace, stabile, e animata dalla volontà di ben lavorare. I cittadini, che gli hanno dato ampio consenso, aspettano le sue decisioni.
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