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Egregio Direttore,
con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 2 anni trascorsi accanto ad un uomo qualunque, disoccupato prima e precario poi, qual è il mio fidanzato. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un rapporto sentimentale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni fatte dal mio fidanzato nel corso della partita novese-derthona, dove, rivolgendosi all'arbitro, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... cornuto..." "con quella T..ia di tua moglie ci sono andato ieri sera...".
Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale assente, il contesto familiare (un cane) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed al tifoso chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Diego Abatantuono, debba considerarmi "il ras della curva sud". Nel corso del rapporto col mio fidanzato ho scelto di non lasciare spazio al conflitto, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce (non gli tira più), è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito (allo stadio), circostanza che ritengo non debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sul nostro cane.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per il nostro cane. Oggi nei confronti dello stesso l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di padrona capace di amore materno che mi dimostra (gli manca solo la parola) rappresento per lui; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare Fido a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le cagnette, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.
RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.
Maria Cavanna
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